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Ma la pasta si può mangiare?

Nutrirsi con equilibrio, Pasta, Carboidrati

Ogni anno succede sempre la stessa cosa: a settembre, con l’obiettivo di ritrovare un buon equilibrio alimentare ci si mette a stecchetto evitando, erroneamente, la pasta.

Rispondiamo a quelle che sono le domande che girano intorno a questo alimento, così buono e integrante della dieta mediterranea.

La pasta fa ingrassare? FALSO.

In un’alimentazione equilibrata le fonti di carboidrati, tra cui troviamo pasta e pane, sono nutrienti fondamentali e che devono essere assunti quotidianamente. L’importante è sceglierli di qualità e soprattutto rispettare le porzioni che soddisfino i propri fabbisogni, senza esagerare con i condimenti. I carboidrati complessi contenuti nella pasta ci danno le giuste energie e la giusta quantità di zuccheri che servono al cervello e ai muscoli per lavorare efficacemente. Inoltre contiene triptofano, il precursore della serotonina che è il neurotrasmettitore legato alla felicità e al buon umore. Eliminare questo alimento dalla propria dieta comporta un maggior rischio di “spiluccamento” e ricerca del dolce, cosa che porta non pochi sensi di colpa. Inserire la pasta 3-4 volte a settimana, alternandola ad altre tipologie di cereali, come riso, orzo, farro o grano saraceno, è una buona idea per la linea e per la salute.
Ah, anche a cena si può mangiare, senza paura di ingrassare!

La pasta senza glutine fa dimagrire? FALSO.

La pasta senza glutine è un prodotto alimentare a fini medici speciali, ideato appositamente per coloro che soffrono di celiachia e devono necessariamente eliminare il glutine dalla propria alimentazione. Questa tipologia di pasta non ha alcun effetto sulla perdita del peso corporeo. Anzi, paragonando le due tipologie di pasta, hanno una quantità calorica totalmente sovrapponibile, con un contenuto di carboidrati leggermente superiore e inferiore di proteine, proprio per l’assenza di glutine. La falsa credenza legata alla pasta senza glutine può essere legata al fatto che la pasta, se eccessivamente cotta e non di qualità, può portare a gonfiore addominale: meglio controllare la tipologia di pasta che acquistate, puntando su pasta ottenuta con lenta essicatura da grani esclusivamente italiani.

La pasta integrale è migliore? VERO in parte.

La pasta integrale è ottenuta a partire dalla lavorazione di semole integrali di grano duro. Dal punto di vista nutrizionale, la pasta integrale ha un maggior contenuto proteico, di vitamine e soprattutto di fibra alimentare. E’ proprio per la presenza della fibra che spesso si consiglia il consumo di pasta integrale anziché quella tradizionale: la fibra conferisce alla pasta un maggior potere saziante e rallenta l’assorbimento degli zuccheri e degli altri nutrienti permettendo di mantenere una glicemia stabile. Oggigiorno ci sono tante tipologie di pasta, ottenuta da sfarinati di varia origine: kamut, farro, riso, mais, grano saraceno. Possono essere una valida alternativa alla pasta tradizionale e possono essere inserite come sua alternativa nell’ambito di una dieta equilibrata e variata.

La pasta al dente è più digeribile? VERO.

Per la favorire la digestione è consigliabile mangiarla leggermente al dente. La maggior digeribilità è data dal fatto che, durante la cottura, la rete di glutine trattiene al proprio interno i granuli di amido, fatto che si traduce con una sua più graduale assimilazione. Questo è fondamentale: infatti più prolungata sarà la digestione dei carboidrati da parte degli enzimi e lenta la successiva assimilazione, minori saranno i conseguenti picchi glicemici. Al contrario un lungo tempo di cottura causa il progressivo rilascio dell’amido nell’acqua di cottura, lasciando alla pasta una consistenza collosa. La digestione dei carboidrati inizia nella bocca, ma questo aspetto colloso comporta un più rapido transito della pasta, che non da tempo agli enzimi salivari di “attaccare” i carboidrati e digerirli. Gli enzimi gastrici avranno poi un sovraccarico di lavoro per digerire l’intera massa.

Un piatto di pasta è un pasto completo? DIPENDE.

Se condita in maniera appropriata, un piatto di pasta può essere un perfetto piatto unico che, magari accompagnato da una porzione di verdura, può essere tranquillamente consumato sia a pranzo che a cena. Tra i condimenti da preferire ci sono sicuramente i legumi che, insieme alla pasta formano un binomio nutrizionalmente valido e completo: pasta e fagioli, pasta e ceci, pasta e lenticchie. Anche con un sugo di pesce o di carne magra la pasta assume un profilo nutrizionalmente completo. Un’altra bella idea è condirla con della ricotta e pomodorini, per una versione estiva stuzzicante.

Francesca Oggionni
Dietista libero professionista
“Credo fermamente che un'alimentazione equilibrata
sia essenziale per ritrovare il nostro benessere.”
Mi sono Laureata in Dietistica presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Alimentazione e Nutrizione Umana presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode.

Attualmente pratico l’attività di libera professione a Rivolta d’Adda (CR) e in altre strutture dove svolgo visite dietetiche ambulatoriali; frequento l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, collaborando con la dietista dott.ssa Manuela Pastore.