userargineformaniva

Anguria a volontà!

you are what you eat

Anguria a volontà!

Nutrirsi con equilibrio

E’ il frutto dell’estate per antonomasia.
Sia per il suo colore, così rosso e invitante, sia per la sua dolcezza e la sua freschezza.

Anche chiamata cocomero o, per i più scientifici, Citrullus lanatus, appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae (di cui fanno parte anche la zucca, la zucchina, il melone, il cetriolo) e proviene dall’Africa tropicale.

La sua polpa, molto dolce e dal gusto delizioso, contiene il 95% di acqua e il 5% di zuccheri e apporta circa 15 kcal per 100 grammi di parte edibile. La scelta una fetta di anguria come spuntino è utile per l’idratazione del corpo e può essere anche preferita da chi deve mantenere il controllo all’ago della bilancia grazie al suo ridotto apporto calorico. Nella sua fresca polpa non oltre e acqua e zuccheri c’è di più, molto di più: non mancano sali minerali e vitamine.
La quota vitaminica è rappresentata dalle vitamine del gruppo B, utili per la produzione di energia, ma in particolare dalla vitamina C, per la nostra pelle, dalla vitamina A e dai carotenoidi, contro l’invecchiamento. Il carotenoide con maggior effetto antiossidante che l’anguria contiene è il licopene, famoso per essere presente nei pomodori e che conferisce la pigmentazione rossa del frutto. La sua azione antiossidante è molto potente e garantisce una particolare protezione alle cellule, svolgendo un’azione antinvecchiamento e antitumorale.

Il frutto è anche ricchissimo di sali minerali: potassio in particolare (280 mg/100g), ma anche magnesio, fosforo e ferro. La buona presenza di potassio e magnesio è utile nel combattere i tipici malesseri dovuti alla stagione calda, come capogiri, crampi, spossatezza: quindi via libera all’anguria quando il caldo si fa sentire! Come se non bastasse è utile per contrastare l’insorgenza di ritenzione idrica, della maledetta cellulite e alleata nel conferire leggerezza alle gambe.

La citrullina
Un nome che fa sorridere, ma una forza senza pari. Da numerosi studi, questo amminoacido presente nell’anguria, sembrerebbe aiutare a prevenire l’ipertensione e a favorire la salute cardiovascolare. E non è finita qui la potenza della citrullina. L’amminoacido in questione è precursore dell’arginina, un altro amminoacido che nel nostro organismo viene ossidato per la formazione dell’ossido di azoto con azione vasodilatatrice. Questa sua azione non è solo utile nel contrastare la pressione alta, ma ha anche un effetto sulla disfunzione erettile. Sono necessarie dosi elevate di citrullina (e quindi di anguria) non paragonabili a quelle presenti nei farmaci utilizzati a tale scopo, ma….perchè non farsi aiutare anche da questo buonissimo frutto?

A chi non è adatta?
Ci sono persone che non riescono a tollerare questo frutto, che soffrono di gonfiore addominale o che hanno delle vere reazioni simil allergiche. Infatti, per la tipologia di fibre, non è adatta a chi soffre di intestino irritabile e chi soffre di allergia alle graminacee, per una reazione crociata, può non riuscire a tollerare a pieno questo frutto (così come per melone e cetrioli).
Ai fini di evitare l’effetto lassativo, è utile eliminare tutti i semi neri prima di mangiarla.

Una fetta di anguria è quindi perfetta per le vostre merende estive: fatela a fettine sottili e infilzate la buccia su uno stecchino di legno: sarà come mangiare un ghiacciolo, e anche i più piccoli non faranno fatica! Un’altra idea pratica e ricavarne delle palline dalla polpa aiutandosi con uno scavino…verranno fuori delle coppette super colorate e freschissime. Un abbinamento super? Con delle foglioline di menta fresca!

Francesca Oggionni
Dietista libero professionista
“Credo fermamente che un'alimentazione equilibrata
sia essenziale per ritrovare il nostro benessere.”
Mi sono Laureata in Dietistica presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Alimentazione e Nutrizione Umana presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode.

Attualmente pratico l’attività di libera professione a Rivolta d’Adda (CR) e in altre strutture dove svolgo visite dietetiche ambulatoriali; frequento l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, collaborando con la dietista dott.ssa Manuela Pastore.

Idratarsi al mare: qualche piccolo suggerimento

green inside

Idratarsi al mare:
qualche piccolo suggerimento

Benessere, Acqua, Idratazione, Mare

Estate: tempo di vacanze, di sole e, perché no, di spiaggia.
Ma come viverla al meglio anche in riva al mare, stando attenti alla nostra salute? Nutrendosi bene, ma anche bevendo in modo equilibrato.
Naturalmente, l’elemento protagonista di una corretta idratazione è sempre lei: l’acqua!

La ricetta migliore è sempre la stessa: non restare troppo tempo sotto la luce diretta del sole e assumi una quantità di H2O pari a quella persa durante la sudorazione, senza mai esagerare. Come regola di base, l’approvvigionamento idrico va dosato e “spalmato” nel corso della giornata, per evitare di ostacolare la digestione o aumentare in modo pericoloso la pressione arteriosa.
Anche le bibite con elettroliti, o a base di frutta, possono darci una mano, specialmente se stiamo facendo uno sforzo fisico prolungato, ad esempio giocando a beach volley o correndo in riva al mare. Ma attenzione: l’acqua –meglio se non troppo fredda e non gassata- resta sempre l’ingrediente chiave!

Un altro modo di mantenersi ben idratati è consumare frutta o verdura contenenti un quantitativo di acqua superiore all’85%, come ad esempio:
– Cetrioli e lattuga – 96%
– Sedano e ravanelli – 95%
– Pomodori e cavolfiore – 94%
– Peperoni e spinaci – 92%
– Ciliegie e angurie – 92%
– Cantalupo – 90%
– Pesche – 88%
– Ananas – 87 %
Al contrario, sono da evitare eccessive quantità di caffeina, in quanto diuretica, e di bevande alcoliche, che contribuiscono a deidratare il nostro corpo. Anche tè e bibite gassate non sono gli alleati migliori per il benessere, soprattutto queste ultime: il loro eccessivo contenuto zuccherino le rende infatti pericolose se assunte in modo esagerato.
E ora… non resta che correre in spiaggia a divertirsi!

Marco Meneghetti

Sodio e potassio

you are what you eat

Sodio e potassio

Nutrirsi con equilibrio

In estate è molto frequente sentire parlare di sodio e potassio, in relazione alla pressione bassa. Sodio e potassio sono protagonisti del problema, o meglio “antagonisti”. Ciò vuol dire che l’uno ha un’azione opposta rispetto all’altro. In particolare il potassio aiuta a contrastare l’effetto del sodio.

Vediamo in dettaglio i due minerali.

Sodio
Il sodio è un minerale che aiuta a regolare i fluidi corporei, la pressione sanguigna e partecipa alla trasmissione dell’impulso nervoso.
La principale fonte di sodio è il sale da cucina, e di conseguenza tutti gli alimenti che ne contengono una buona dose: formaggi, salumi, insaccati, alimenti industriali. È inoltre naturalmente contenuto negli alimenti di origine animale: latte, carne, pesce.
Un eccesso di sodio aumenta la ritenzione idrica e la pressione del sangue, portando con sé il rischio di ipertensione e eventi cardiovascolari

Potassio
E’ un minerale che è coinvolto nella contrazione muscolare, inclusa quella del cuore, contribuisce alla regolazione dell’equilibrio dei fluidi aiuta a mantenere la pressione smorzando gli effetti del sodio.
Gli alimenti di origine vegetale, freschi, sono la principale fonte di potassio. Frutta, verdura, legumi, in particolare: le verdure a foglia verde, i pomodori, i cetrioli, le zucchine, le melanzane, la zucca, le patate, le carote, i fagioli e la frutta secca.

E il magnesio, aiuta nel riequilibrare la pressione?
Anche il magnesio è un regolatore della pressione sanguigna e viene in aiuto per ristabilire i giusti valori, sia in caso di ipotensione che di ipertensione. Il magnesio infatti aiuta ad alzare la pressione in caso di ipotensione e a controllare e abbassare la pressione in caso di ipertensione. Quindi, certo che anche lui è un alleato per chi soffre di pressione bassa, ma ha meno effetto rispetto al sodio nel far risalire la pressione.
Fonti di magnesio sono: verdure a foglia verde, cioccolato fondente, mandorle, pistacchi, riso integrale, orzo e altri cereali integrali.

Tirando le somme
A una persona che soffre di ipertensione viene sempre consigliato di aumentare il consumo di verdura e incoraggiata ad aumentare il proprio consumo di alimenti vegetali ricchi di potassio, proprio per “lottare” contro l’effetto dannoso del sodio, riducendo l’utilizzo del sale. Una persona che soffre di ipotensione deve fare l’opposto. Ovvero deve utilizzare sale, con moderazione in ogni caso, ad ogni pasto e non eccedere con grandi porzioni di verdure e legumi.

Francesca Oggionni
Dietista libero professionista
“Credo fermamente che un'alimentazione equilibrata
sia essenziale per ritrovare il nostro benessere.”
Mi sono Laureata in Dietistica presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Alimentazione e Nutrizione Umana presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode.

Attualmente pratico l’attività di libera professione a Rivolta d’Adda (CR) e in altre strutture dove svolgo visite dietetiche ambulatoriali; frequento l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, collaborando con la dietista dott.ssa Manuela Pastore.

Cinque tips per le tavole estive

you are what you eat

Cinque tips per le tavole estive

Nutrirsi con equilibrio

1. arancione per la pelle!

Carote, albicocche, melone…..via libera all’arancione!
Il colore arancione di alcuni alimenti è dovuto alla presenza di beta carotene: si tratta di un carotenoide, antiossidante naturale e precursore della vitamina A. Questa vitamina è essenziale per la protezione della pelle. Il beta carotene infatti stimola la produzione di melanina, utile ed indispensabile per avere un’abbronzatura uniforme e duratura e per proteggere la pelle dagli effetti negativi dei raggi solari. Inserite qualcosa di arancione tutti i giorni sulle vostre tavole!!

2. frutta a merenda!

La frutta è la scelta migliore che si possa fare per la merenda di grandi e piccini nei caldi pomeriggi estivi. Anguria e melone in primis, da mangiare così come sono o da cui ricavare succhi dissetanti! Altra idea sono i frullati di frutta fresca, preparati solo con frutta e acqua (o latte vegetale non zuccherato) oppure le macedonie servite con un cucchiaio i yogurt intero biologico o greco naturale. La frutta disseta, nutre e ci dona fibra importante per la salute intestinale.

3. bere, bere!

Con il caldo e l’aumento di temperatura è opportuno bere a sufficienza. E l’unica bevanda che disseta veramente è l’acqua! Per renderla più “golosa” possiamo creare delle acqua aromatizzate. Prepararle è semplicissimo: bisogna scegliere frutta (i frutti di bosco, ananas, melone e anguria), erbe aromatiche e spezie (menta, basilico, rosmarino, chiodi di garofano, zenzero fresco) e metterla in una brocca di vetro; quindi schiacciare un po’ la frutta per fare uscire parte dei succhi, aggiungere l’acqua e lasciare in infusione in frigorifero un paio d’ore. Un’altra idea per fare delle acque aromatizzate last-minute è preparare dei cubetti di ghiaccio con erbe aromatiche e frutta, da far sciogliere in un bicchiere d’acqua!
A proposito di acqua: attenzione a bere l’acqua gelida appena tolta dal frigorifero in un solo sorso, magari appena rientrati in casa sudati dopo una giornata di lavoro o un allenamento. Questo può infatti causare un blocco della digestione.

4. pesce più spesso!

Cercate di aumentarne il consumo nella stagione estiva, sia a casa che al ristorante e tanto più se scegliete una località di mare o di lago!! Se lo comprate state attenti che sia freschissimo, e cucinatelo in giornata o il giorno successivo perché con le alte temperature fa presto ad andare a male. Ottimi in questa stagione anche piovra o calamari: ottimi in insalata, insieme a tante verdure ed eventualmente patate.

5. insalatone di cereali

Piatti estivi unici, che si possono preparare in abbondanza, perché sono perfetti sia da portare al lavoro, che in spiaggia! Le insalatone di cereali con tante verdure e anche ingredienti proteici!! Meglio evitare condiriso o condipasta che si trovano al supermercato: ricchi di sale e conservanti. Vanno scelti invece i giusti ingredienti, buoni e freschi: tanta verdura di stagione, piselli, legumi, salmone a pezzetti, pollo grigliato a dadini, gamberetti, polipo, uova sode, formaggio in scaglie, feta, primosale. Il consiglio per non esagerare: non combinate più di due ingredienti proteici, per non appesantire la digestione e mantenere l’equilibrio del piatto.

Francesca Oggionni
Dietista libero professionista
“Credo fermamente che un'alimentazione equilibrata
sia essenziale per ritrovare il nostro benessere.”
Mi sono Laureata in Dietistica presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Alimentazione e Nutrizione Umana presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode.

Attualmente pratico l’attività di libera professione a Rivolta d’Adda (CR) e in altre strutture dove svolgo visite dietetiche ambulatoriali; frequento l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, collaborando con la dietista dott.ssa Manuela Pastore.

La giornata mondiale dell’ambiente

green inside

World Environment Day
la giornata mondiale dell'ambiente

Water Bar, Urban

Il 5 di giugno di ogni anno, si celebra una ricorrenza speciale:
è la Giornata Mondiale dell’Ambiente, dedicata alla presa di coscienza sulle principali problematiche ambientali che ci circondano.
La storia di questa data risale al 1972, quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite decise di convocare un’importante conferenza a Stoccolma. Nella capitale svedese, venne stabilito di fondare il Programma dell’ONU per l’Ambiente, un’organizzazione che esiste ancor oggi e che ha sede a Nairobi, in Kenya; sempre nel corso del meeting tra i rappresentanti delle diverse nazioni partecipanti, si stabilì di dedicare un giorno dell’anno alla sensibilizzazione verso l’ecologia e l’ambientalismo. La scelta cadde sul 5 giugno 1974, che, da allora, viene ricordato come il primo World Environment Day.

Il successo dell’iniziativa non si fece attendere: già negli anni Ottanta venne scelto di nominare una località e un Paese “ospitanti”, in modo da rappresentare il centro delle iniziative ormai sorte dappertutto nel mondo. L’Italia è stata protagonista in due occasioni, nel 2001 e nel 2015, rispettivamente con le città di Torino (in cooperazione con L’Avana) e Roma. Ogni anno vi è un tema differente, che costituisce il centro delle varie esposizioni e campagne (di riciclaggio, raccolta rifiuti, sensibilizzazione…) messe in scena da centinaia di associazioni e gruppi sparsi in tutte le nazioni.
Già nel 1976 il tema ufficiale fu l’acqua, intesa come risorsa fondamentale per la vita, mentre lo scorso anno è stata la volta dell’inquinamento da plastica.

Quest’anno l’ONU ha scelto come tema della Giornata Mondiale dell’Ambiente una problematica molto forte nelle metropoli di oggi e in particolare in quelle del Paese prescelto, la Cina: con lo slogan #BeatAirPollution scenderanno in campo migliaia di persone, alla ricerca di soluzioni pratiche e concrete per abbattere la piaga dell’inquinamento atmosferico (secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa 9 persone su 10 vivono in zone considerate prive degli standard di sicurezza minimi a riguardo). A questo indirizzo è possibile saperne di più e consultare un elenco delle principali iniziative in corso.

Happy World Environment Day!

Marco Meneghetti

Bevande, quanti zuccheri?

you are what you eat

Bevande, quanti zuccheri?

Nutrirsi con equilibrio

Il caldo inizia a farsi strada anche quest’anno e inizia la stagione in cui la sete si fa sentire maggiormente e il corpo ha bisogno di essere maggiormente idratato.

Sono questi i mesi in cui aumenta il consumo di bevande zuccherate: complici le innumerevoli pubblicità in cui compaiono, belli e sorridenti, ragazzi e famiglie che si gustano una bibita in compagnia. Inoltre avete provato a fare un giro nei supermercati? E’ pieno di offerte per che tentano i consumatori all’acquisto di bevande.

Diversamente da quello che si pensa, bere bibite ghiacciate non disseta!

A una prima sensazione di freschezza e riduzione della sete, l’organismo è spinto a un’eccessiva sudorazione che porta a una conseguente disidratazione. Questo si può spiegare grazie alla fisiologia: le bibite fredde che beviamo appena tolte dal frigorifero (anche l’acqua in questo caso) sono a una temperatura massima di 4°C, mentre il nostro sistema digestivo lavora a una temperatura ben superiore, intorno ai 36°C. Ciò provoca un terribile shock termico e l’organismo cerca di riequilibrare l’omeostasi producendo una maggior quantità di sudore. Meglio consumare le bevande non appena tolte dal frigo, a piccoli sorsi.

Parlando degli zuccheri nelle bevande

Un tasto dolente delle bibite “estive” è il contenuto zuccherino.

Avete idea di quanti cucchiai di candido zucchero ci sono in una lattina della vostra bibita?

Una lattina di bibita contiene mediamente più di 30 grammi di zucchero che equivalgono a 7 cucchiaini da caffè! SETTE!

Mi riferisco a una porzione media della bevanda. Per essere ottimista: perchè questo tipo di bevande creano assuefazione, per la serie più ne si beve, più se ne berrebbe. E anche l’apporto calorico non è da sottovalutare. Si tratta di calorie “vuote” perché oltre ad energia non apportano altri principi nutrizionali, non stimolano il senso di sazietà, alimentando ulteriormente il circolo vizioso che porta ad un consumo eccessivo.

E i succhi di frutta?

Un brick di succo di frutta, per quanto ben accettato da tutti i bambini che passano ore a correre e giocare al parco, di frutta ne contiene ben poca, di vitamine e sali minerali ancor meno, in favore di una buona quota di zuccheri.
Certo, ogni tanto è na scelta che può essere pratica e può essere una merenda alternativa, ma allora scegliamolo bene guardando le etichette.

Al supermercato possiamo trovare brick che portano la dicitura:
– “succo”: contengono frutta al 100% (molte volte si trovano nei banchi frigo perché prodotti a breve conservazione)
– “succo e polpa”: percentuale variabile tra il 25% e un massimo del 50% di frutta
– “a base di frutta”: 12-24% di frutta
– “al gusto di frutta”: meno del 12% di frutta
– “al sapore di frutta” : non contengono frutta

Meglio optare per una bella spremuta fresca, un centrifugato, un frullato…..preparato in casa, con frutta fresca, niente zuccheri aggiunti e un pizzico d’amore.

Via libera alle acque aromatizzate

L’acqua aromatizzata è un’idea fresca, dissetante e salutare per bere con più gusto. E’ ricca di antiossidanti, minerali e vitamine e il gusto cambia in base agli ingredienti che decidete di usare.

Gli ingredienti sono semplici: acqua, frutta fresca ed erbe aromatiche lasciati in infusione per qualche ora.

Ecco qualche idea:
– fragole, limone e menta fresca
– limone e timo limonato
– pompelmo rosa e rosmarino
– anguria e menta

Francesca Oggionni
Dietista libero professionista
“Credo fermamente che un'alimentazione equilibrata
sia essenziale per ritrovare il nostro benessere.”
Mi sono Laureata in Dietistica presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Alimentazione e Nutrizione Umana presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode.

Attualmente pratico l’attività di libera professione a Rivolta d’Adda (CR) e in altre strutture dove svolgo visite dietetiche ambulatoriali; frequento l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, collaborando con la dietista dott.ssa Manuela Pastore.

Il Tai Chi: mente e corpo in movimento

my healthy coach

Il Tai Chi: mente e corpo in movimento

Sport, Benessere, Tai Chi

Un’arte marziale antichissima che arriva direttamente dal lontano Oriente: si tratta del Tai Chi, disciplina sempre più nota anche in Italia. I suoi benefici psicomotori, uniti a una forte componente filosofica e meditativa, lo rendono la scelta ideale per chiunque voglia fare attività fisica, senza limiti di età e di forma. Ma da dove nasce il Tai Chi? Scopriamo insieme la sua affascinante storia.

Il concetto di “Culmine Supremo” (in cinese Tai Chi o Taiji) è presente sia nel Taoismo che nel Confucianesimo, due tra le maggiori scuole di pensiero cinesi. Secondo i filosofi orientali, si tratta di uno stato nel quale il potenziale delle cose è assoluto e infinito, una condizione di unicità dalla quale hanno origine il negativo e il positivo, lo Yin e lo Yang, ma che al tempo stesso è in grado di conciliare questi ultimi. L’arte marziale che ne deriva, nata secondo alcuni nel secolo XII, è considerata dagli studiosi un esempio di tecnica “interna”, alimentata cioè da uno sforzo interiore in contrapposizione alle discipline “esterne” come ad esempio il kung fu.
Pur essendo tipicamente caratterizzato da movimenti lenti, il Tai Chi consta di numerosi stili, dai più meditativi ad altri composti di pose più rapide e improvvise: esistono infatti cinque grandi scuole, tra le quali la Yang e la Wu risultano le più popolari in termini di partecipazione. Ognuna di essi consta, naturalmente, di pose e mosse unici, oltre che di leggere differenze nell’approccio tecnico e meditativo. Esiste tuttavia anche un sesto stile, chiamato Tai Chi delle 42 forme, che combina elementi delle altre scuole ed è tutt’ora molto popolare in Cina.

Oltre alla sua origine filosofica che, attraverso una corretta meditazione, può condurre il praticante a raggiungere uno stato di serenità, concentrazione e armonia, il Tai Chi è oggi particolarmente apprezzato per i suoi benefici: i suoi movimenti aiutano l’equilibrio, la circolazione e la flessibilità muscolare, oltre a costituire una buona fase di preparazione aerobica. Inoltre, praticarlo è considerato da alcuni esperti un ottimo modo per agevolare il recupero di persone affette da patologie quali Alzheimer, Parkinson, sclerosi multipla e attacchi di cuore. Si tratta dunque di molto più di un semplice passatempo o di un modo per tenersi in forma!

Marco Meneghetti

Tavola di maggio

you are what you eat

Tavola di maggio

Nutrirsi con equilibrio

A maggio le temperature iniziano ad alzarsi e la tavola si riempie di nuovi colori grazie a un orto più ricco che mai. E’ noto per essere il mese della fioritura e dell’esplosione dalla natura. Ritorna la voglia di leggerezza e freschezza, per questo si prediligono insalatone, bruschette fresche, verdura cruda e saporita e frutta.

Perchè di stagione?

Consumare alimenti stagionali ha moltissimi vantaggi e non bisogna sottovalutarne l’importanza, soprattutto al giorno d’oggi, quando nei supermercati si possono trovare molti ortaggi durante tutto l’anno. Molto meglio, per la salute e il portafoglio, indirizzare le proprie scelte alimentari verso alimenti che la natura ci offre.

Se in inverno si opterà maggiormente per verdure in zuppa, minestrone o con cotture lente; in primavera verranno privilegiate insalate fresche, verdure in pinzimonio, verdure cotte rapidamente usate poi per condire un primo piatto.

Mangiare ortaggi di stagione è preferibile anche per l’organismo. Frutta e verdura che vengono coltivate seguendo il normale ciclo della natura sono più ricche di vitamine, sali minerali e hanno sicuramente un gusto e un sapore più deciso e goloso.

Si rispetta anche il suolo: i prodotti fuori stagione richiedono un maggior utilizzo di energia e uno spreco di suolo, creando maggiore inquinamento e danneggiando l’ambiente.

Verdura di maggio

Asparagi
Sono ortaggi ricchi di sali minerali, tra cui il potassio, ma anche di vitamine, in particolare vitamina C, vitamina A e vitamina E. Hanno caratteristiche depurative e drenanti, utili per stimolare l’attività di stomaco e intestino.

Fagiolini
O cornetti, che dir si voglia. Dal punto di vista botanico si tratta di legumi, ma nutrizionalmente parlando sono molto più simili alle verdure. Sono ricchi di sali minerali come calcio e silicio e danno un buon apporto di fibre, che aiutano nel controllo del colesterolo e nel transito intestinale. Contengono carotenoidi (betacarotene e luteina): sostanze dall’attività antiossidante.

Fave
Appartengono alla famiglia dei legumi, cosi come piselli, lenticchie, ceci e fagioli. Sono fonte di proteine, sali minerali tra cui ferro, e vitamine. Inoltre hanno un alto contenuto di fibra solubile, utile per abbassare i livelli di colesterolo. E’ importante ricordare che le fave,essendoi legumi, non sono da considerarsi come un contorno, ma una pietanza da utilizzare unita ai cereali per creare piatti unici, oppure in sostituzione ad alimenti proteici (carne, pesce, uova…).

Altra verdura che si può trovare al mercato in questo mese:carciofi, cicoria, finocchi, radicchio, rucola, spinaci, indivia, lattuga, ravanelli, barbabietole, taccole, peperoni, carote, fagioli, zucchine.

La frutta di maggio

Un carico di vitamine e gusto arriva anche dai tanti tipi di frutta.

Ciliegie
Sono ricchissime di flavonoidi, sostanze antiossidanti: in particolare sono ricche di antociani, che hanno proprietà antinfiammatorie e antidolorifici. Dal punto di vista vitaminico contengono vitamina A, C e sali minerali come potassio, calcio e fosforo. Inoltre hanno, grazie alla presenza di acido malico, un’azione depurativa e diuretica.

Nespole
Hanno un elevato contenuto di vitamina C e calcio. Regolano la funzionalità intestinale: hanno proprietà astringenti se mangiate acerbe e lassative se scelte mature.

Ma troviamo anche fragole, kiwi, arance, pompelmo, lamponi, nespole e amarene

Forza, colorate le vostre tavole…non ci sono scuse!

Francesca Oggionni
Dietista libero professionista
“Credo fermamente che un'alimentazione equilibrata
sia essenziale per ritrovare il nostro benessere.”
Mi sono Laureata in Dietistica presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Alimentazione e Nutrizione Umana presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode.

Attualmente pratico l’attività di libera professione a Rivolta d’Adda (CR) e in altre strutture dove svolgo visite dietetiche ambulatoriali; frequento l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, collaborando con la dietista dott.ssa Manuela Pastore.

Yoga e idratazione

my healthy coach

Yoga e idratazione: la combinazione giusta per il nostro benessere

Sport, Benessere, Yoga

Lo yoga non ha certo bisogno di presentazioni: questa antichissima tecnica di meditazione, nata in India e diffusasi in seguito in tutto l’Occidente, conta di innumerevoli scuole, tecniche e impostazioni. Un vero e proprio universo nel quale, talvolta, è difficile districarsi, ma i cui principi di base restano sempre gli stessi: il rilassamento, la concentrazione, la liberazione da stress e preoccupazioni attraverso un’attenta gestione del corpo, del movimento e della respirazione. Ma come legarlo all’acqua?

Come in ogni attività fisica, anche in questo caso è importante saper gestire attentamente la propria idratazione: prima di una sessione di yoga è consigliato bere un quantitativo di acqua mai eccessivo (ad esempio 0,25/0,5 cl) circa una mezz’ora prima di iniziare a praticare. Questo ci permetterà di non bere troppo durante gli esercizi, se non in caso di estrema necessità: un consumo smodato di acqua nel corso di una lezione, ad esempio, equivarrebbe a interrompere l’intero processo di rilassamento e focalizzazione in corso fino a quel momento.

Naturalmente, ciò non significa che non dovremo controllare con attenzione i segnali trasmessici dal nostro corpo! Se ci sentiamo deboli o assetati, alcuni sorsi d’acqua ci consentiranno di riprenderci. Al termine della sessione sarà invece possibile –ed è strettamente consigliato- reidratarsi completamente, specie nel caso di pratiche che prevedono intensa sudorazione come lo Hot Yoga. Non è una cattiva idea integrare il tutto con una dieta equilibrata, ricca di frutta e verdura: alimenti come l’anguria, la lattuga e i broccoli contengono alte quantità di acqua. Pronti a iniziare?

Marco Meneghetti

Salute di ferro

you are what you eat

Salute di ferro

Nutrirsi con equilibrio

Il ferro è un sale minerale fondamentale per la salute: emoglobina e mioglobina ne sono strettamente dipendenti e influenzati dal suo assorbimento.
Una carenza di questo micro nutriente, dovuta a una scarsa introduzione o una cattiva gestione, può causare anemia.

I sintomi principali di questa carenza sono riconducibili a: calo delle concentrazione, stanchezza cronica importante, disturbi gastrointestinali, problemi di regolazione interna della temperatura.

E’ consigliabile quindi introdurre con la dieta una buona dose di ferro, scegliendo gli alimenti e gli abbinamenti migliori.

Fonti di ferro

Il ferro si trova sia in alimenti di origine vegetale che in alimenti di origine animale: la differenza sta nella tipologia di ferro e al grado di assorbimento.
Negli alimenti di origine animale, il ferro, in forma “eme”, si trova in abbondanza nella carne e nel pesce, ma anche nelle uova e nei prodotti lattiero-caseari. In questi alimenti l’assorbimento di ferro è facilitato dal fatto che non è influenzato dalla presenza di altre sostanze organiche e dalla presenza di particolari strutture enzimatiche che si occupano di gestire il ferro.

Negli alimenti di origine vegetale il ferro è normalmente presente sotto una forma definita “non-eme”. L’assorbimento di questa forma di ferro è altamente influenzata dalla presenza o meno di alimenti che possono favorire oppure ostacolare l’assorbimento di ferro.
Gli alimenti di origine vegetale più ricchi di ferro sono ortaggi a foglia verde, legumi (in particolare le lenticchie rosse), cereali integrali, frutta secca e frutta essiccata (come in albicocche secche e datteri).

In un quadro di alimentazione vegetale è indispensabile scegliere ortaggi, verdure, legumi e cereali abbinati con cibi paralleli che possono favorire l’assorbimento intestinale d ferro. In particolare questi nutrienti sono la vitamina C e il rame.

Un pasto che abbia caratteristiche “antianemiche” deve prevedere fonti di vitamina C: frutta acidula (agrumi, kiwi, fragole, lamponi, mango, papaia), ortaggi a foglia verde (cavolo, cavoli e broccoli, crescione, erbette, spinaci, bietole). Anche quando si consumano fonti di ferro eme (carne e pesce) è utile unire fonti di vitamina C e anche fonti di ferro vegetale, il cui assorbimento è garantito dalla presenza stessa di ferro eme. Anche il rame lavora in sinergia con il ferro: unire una fonte di rame (molluschi, legumi, semi oleosi, cereali integrali) aiuta l’assorbimento di ferro.

Dall’altra parte ci sono dettagli alimentari che ostacolano l’assorbimento del ferro: sono sostanze chiamate chelanti, che legano il ferro e ne diminuiscono l’utilizzazione. Per esempio i tannini presente nel tè, vino e caffè. Ma anche i fosfati e il calcio, presenti in latte e formaggi non aiutano l’assorbimento di ferro. In parte anche i fitati, presenti negli alimenti ricchi di fibra e che quindi non sono da eliminare dalla dieta.

Contorni green ricchi di ferro

Dato che in primavera viene voglia di cibi freschi, vi lascio qualche combinazione green per dei contorni veloci e amici del ferro.
– insalata di spinacini, rucola, carote e arance a spicchi
– bietole con scaglie di mandorle e semi di sesamo
– cimette di broccolo, carote, noci e succo di limone
– erbette spadellate con scorza d’arancia e mandorle a lamelle
– spinaci spadellati all’arancia
– insalata di lenticchie rosse, peperoni e pomodorini datterini con basilico

Buon ferro a tutti!

Francesca Oggionni
Dietista libero professionista
“Credo fermamente che un'alimentazione equilibrata
sia essenziale per ritrovare il nostro benessere.”
Mi sono Laureata in Dietistica presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Alimentazione e Nutrizione Umana presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode.

Attualmente pratico l’attività di libera professione a Rivolta d’Adda (CR) e in altre strutture dove svolgo visite dietetiche ambulatoriali; frequento l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, collaborando con la dietista dott.ssa Manuela Pastore.