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“Rambo”: la storia di Alessandro Rambaldini

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“Rambo”: la storia di Alessandro Rambaldini,
campione della corsa in montagna

Sport, Corsa in montagna, Benessere

Due ori mondiali, innumerevoli soddisfazioni nelle maggiori gare nazionali e internazionali e soprattutto, tanto divertimento: basta questo a riassumere l’impressionante carriera di Alessandro Rambaldini, atleta proveniente dalle nostre montagne che ancora oggi ci regala indescrivibili emozioni sui tracciati podistici di mezzo mondo. Pronti a conoscerlo meglio? Via!

rambaldini corsa

Dalle montagne di casa alle grandi classiche della corsa in montagna
Classe 1980, originario di Lavenone (BS), Alessandro Rambaldini inizia a farsi notare in un mondo che poco ha a che vedere con le sue valli e con la corsa in salita, ambito che presto lo avrebbe portato alla ribalta mondiale: quello della maratona su strada, dove peraltro riesce a ottenere importanti piazzamenti in maratone leggendarie come quelle di New York e Roma. Poco tempo dopo iniziano ad arrivare importanti riconoscimenti anche nelle corse più “verticali”, in particolare sulle montagne di casa, come la Bagolino Alpin Run, la Tre Campanili e la Blumon Marathon, oltre ai primi titoli italiani e alla tanto attesa convocazione ai mondiali del 2015, sia sulla formula corta che in quella “long distance”. Quest’ultima si rivela fin da subito il terreno prediletto di Alessandro, in grado di sfruttarvi al meglio le sue due grandi abilità: la rimonta e la forza nei tratti conclusivi in discesa.

rambo corsa

I due trionfi mondiali di “Rambo”
E arriviamo così al 2016, anno dei tanto attesi Mondiali a Podbrdo, in Slovenia: su un massacrante tracciato di 42 chilometri, circondato da picchi aguzzi e viste mozzafiato, Rambaldini si esprime al meglio con una gara sempre al cardiopalma, fino alla grande volata finale che gli consente di chiudere al primo posto davanti all’altro azzurro Marco De Gasperi (vera e propria leggenda vivente di questo sport).
Due anni dopo, ecco il bis: nella cittadina polacca di Karpacz, il nostro Alessandro mette ancora una volta in luce la sua incredibile abilità nelle rimonte, lasciando di stucco gli avversari nel bel mezzo del secondo giro. Una vittoria resa ancora più bella dalla tecnicità del percorso, parzialmente in pavé, e dal grande valore degli avversari in gioco, il ceco Robert Krupicka e l’americano Joe Gray su tutti, in seguito classificatisi rispettivamente secondo e terzo.

Ai Mondiali successivi, quelli tenutisi in Argentina lo scorso anno, “Rambo” non riesce a ripetersi: il suo ventiquattresimo posto aiuta però l’Italia a vincere il bronzo nella classifica a squadre. Un ennesimo riconoscimento a una carriera vissuta (e corsa) sempre ad altissimo livello!

Marco Meneghetti

Il carnevale di Bagolino

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Il carnevale di Bagolino:
una tradizione antica e meravigliosa

Carnevale, Bagolino

Anche quest’anno si avvicina l’ora del Carnevale anche a Bagolino, piccolo paese posto ai piedi del monte Maniva, nel cuore delle Alpi Retiche. Scopriamo dunque la storia e la tradizione del Carnevale bagosso, uno dei più antichi e caratteristici d’Italia, attraverso i “balarì” e i “maschér”, i particolari personaggi mascherati che ogni anno animano le vie del paese con i loro canti e le loro danze.

bagolino tradizione

I Balarì, ovvero “ballerini” nel dialetto locale, sono uomini originari del paese che si esibiscono il lunedì ed il martedì di Carnevale danzando in coppie accompagnati da numerosi strumenti a corde e ad arco. Se doveste trovarvi a Bagolino, sareste in grado di riconoscerli immediatamente grazie ai loro inconfondibili costumi, a cominciare dal cappello in feltro ricoperto da un nastro rosso decorato con ricami e monili d’oro: questi ultimi, che normalmente appartengono alla famiglia dei Balarì da generazioni e generazioni, sono la ragione per la quale le loro esibizioni non si tengono in caso di pioggia, in modo da evitare che i preziosi ornamenti possano rovinarsi o, peggio, andare perduti. Sul viso, i ballerini indossano una maschera nera e avorio priva di espressione, fatta interamente in stoffa e rivestita di cera all’interno. Un’ampia fascia di velluto interamente ricamata, spesso in pizzo, viene indossata a tracolla sulla spalla sinistra, mentre le spalle sono coperte da un grande scialle a frange. Guanti e calze bianche e scarpe lucide nere completano il “kit” del perfetto Balarì.

Carnevale Maschér Bagolino

Come i loro colleghi “danzanti” e come lo stesso nome suggerisce, i Maschér si muovono in gruppi e indossano maschere, spesso a tema pauroso o grottesco; ai piedi indossano zoccoli di legno (gli “sgalbèr”) il cui caratteristico rumore risuona per l’intero paese. Compito di questi strani personaggi è quello di creare scompiglio tra gli abitanti, facendo loro scherzi o spaventandoli; oltre che dalla maschera, il loro anonimato è garantito dalla voce innaturalmente in falsetto e dalla postura volutamente impacciata e claudicante.

Nel 2020 il Carnevale di Bagolino è previsto nei giorni dal 24 al 25 febbraio: un’occasione imperdibile per scoprire un evento speciale che si tramanda da secoli all’interno della nostra meravigliosa comunità!

Marco Meneghetti

UNA NUOVA STELLA DELLO SCI AZZURRO: HANNES ZINGERLE

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Una nuova stella dello sci azzurro.
La storia di Hannes Zingerle

Hannes Zingerle

Da decenni, l’Italia è una delle nazionali più vincenti e importanti nella storia dello sci alpino, come dimostrano le gesta di atleti passati e presenti del calibro di Gustav Thoeni, Deborah Compagnoni, Alberto Tomba, Dominik Paris, Federica Brignone e Sofia Goggia. Oggi andiamo a conoscere un giovanissimo atleta che, da quest’anno, fa parte della medesima “Valanga Azzurra” che ha sfornato questi sciatori leggendari: Hannes Zingerle!

sci alpinismo competizione

Gli esordi e le prime competizioni internazionali

Nato nel 1995 e originario della Val Badia, territorio di lingua e tradizione ladina incastonato tra le Dolomiti, Hannes inizia a sciare fin dall’infanzia seguendo l’esempio del fratello Alex, di tre anni più grande. Ancora adolescente, riesce a farsi notare sia a livello nazionale che internazionale, entrando ben presto nella nazionale junior e conquistando una medaglia d’argento nello slalom gigante alle Olimpiadi giovanili di Innsbruck del 2012 e, l’anno successivo, un altro argento a squadre nello slalom parallelo al Festival Olimpico Invernale della Gioventù Europea di Brasov, in Romania. Due ottimi riconoscimenti destinati a non restare i soli, come dimostrano la vittoria nella tappa di Coppa Europa di Kranjska Gora (Slovenia) e il titolo di campione italiano nello slalom gigante, entrambi messi a segno del 2019.

Hannes Zingerle

Ora si fa sul serio: il debutto in Coppa del Mondo

Con simili premesse, era naturale arrivasse anche il tanto atteso debutto in Coppa del Mondo, “assaggiata” già nel 2016 a Val-d’Isère senza tuttavia riuscire a completare la prova. Ma il fortunato 2019 ha in serbo altre sorprese, ed ecco che il Nostro riesce a qualificarsi per alcune delle più entusiasmanti sfide del campionato: da Soelden alla “sua” Val Badia, senza dimenticare Beaver Creek: proprio sul tracciato statunitense Hannes compie una delle sue discese migliori, qualificandosi alla manche successiva e chiudendo al ventisettesimo posto. Un risultato che gli vale i primi punti della classifica generale di Coppa, permettendogli di vedere il suo nome accanto a quello di molti altri “mostri sacri” come il norvegese Henrik Kristoffersen, l’elvetico Beat Feuz e il francese Alexis Pinturault.

Un’avventura appena iniziata che però ci auguriamo possa essere lunga e fruttuosa: in bocca al lupo, Hannes!

Marco Meneghetti

IDRATAZIONE IN PALESTRA: OTTO SEMPLICI CONSIGLI

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Idratazione in palestra:
otto semplici consigli

Benessere, Idratazione, Palestra

D’inverno non è sempre possibile fare sport all’aria aperta come durante i più caldi e soleggiati mesi estivi: per questo, molte persone scelgono di recarsi in palestra. Anche in questo caso, come per ogni attività fisica che si rispetti, esistono alcune semplici regole legate a una corretta idratazione: scoprile con noi!

idratazione palestra

1. Non iniziare “a freddo”
Una delle cose più sbagliate da fare quando ci si esercita in palestra è iniziare il proprio allenamento in maniera improvvisa e senza riscaldamento: anche l’idratazione funziona allo stesso modo. Per questo motivo è importante partire con il piede giusto, ovvero presentandosi in palestra già adeguatamente idratati.

2. Bevi il giusto
Gli esperti consigliano di bere un po’ d’acqua circa ogni venti minuti durante lo sforzo fisico: bastano un paio di sorsi assunti con cadenza regolare per mantenersi in forma anche dal punto idrico. Non fare l’errore di mettere mano alla tua borraccia solo a metà allenamento!

3. Ascolta il tuo corpo
Un consiglio legato a doppio filo al precedente: è fondamentale regolarsi anche in base ai segnali che il nostro corpo ci manda, dalla stanchezza alla sudorazione. Credere che tali sintomi siano qualcosa sul quale si possa tranquillamente sorvolare è un grosso errore che può costare caro!

4. Non esagerare!
Non bere eccessivamente: ricorda che il nostro corpo ha bisogno di poter espellere i liquidi che assorbe in modo regolare e proporzionato. Bere un quantitativo troppo alto di acqua rischia di mandare il nostro organismo in sovraccarico, impedendogli un corretto funzionamento.

idratazione

5. Adeguati allo sforzo che stai compiendo
Ogni tipo di esercizio è differente, così come il tempo e l’intensità che richiede. Per questa ragione, anche le “pause idratazione” che farai devono essere regolari, uniformi e intervallate senza esagerare. Uno stop ogni 20-30 minuti è l’ideale, ma ricordati che spesso il tuo corpo potrebbe metterti all’erta anche prima. In quel caso, ascoltalo!

6. Scegli con cura cosa bere
Non tutti i liquidi sono sani, ancor meno nel caso di uno sforzo fisico intenso e prolungato: ovviamente, dovrai fare molta attenzione ed evitare alcool, caffè e te favorendo invece bevande sane come acqua, latte, succhi di frutta e preparati ricchi di vitamine o elettroliti (sodio e potassio).

7. Fermati al momento giusto
Non prolungare troppo l’allenamento: considera attentamente la sua durata, il tuo stato di forma e i liquidi necessari in modo che vada tutto liscio.

8. Divertiti!
La cosa più importante di tutte è proprio questa: divertirsi facendo un po’ di sano esercizio. Ci auguriamo che questi nostri piccoli consigli possano esserti stati utili, buon allenamento!

Marco Meneghetti

ORGOGLIO ROSA: L’ACF BRESCIA CALCIO FEMMINILE

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Orgoglio rosa:
l’ACF Brescia Calcio Femminile

Benessere, Calcio Femminile

Il calcio è lo sport più amato e praticato al mondo: non solo dagli uomini, come dimostrano i recenti Mondiali femminili tenutisi in Francia la scorsa estate. In effetti, il movimento calcistico “rosa” è sempre più vivace e conosciuto, anche in Italia. In questo articolo, vi parleremo di una delle più interessanti realtà del nostro Paese, con una storia molto interessante: si tratta del Brescia Calcio Femminile, una nostra vecchia conoscenza!

Dagli inizi ai primi successi
Le radici del Brescia hanno origine negli anni Ottanta, quando un gruppo di giocatrici decide di unire le forze per dar vita a una squadra di calcio nella variante a 7: una formula che porta fortuna alle nostre atlete, che nel 1994 si laureano campionesse provinciali. L’anno successivo il gruppo cambia nome in FCF Capriolo, iscrivendosi al suo primo campionato ufficiale, la Serie D, vinta già nel 1997. Dopo alcune stagioni trascorse in Serie C la società trasloca a Bergamo, dove milita tra il 2001 e il 2005 riuscendo nel frattempo a raggiungere la Serie A2. Proprio in questa annata cruciale la dirigenza decide di fare ritorno a Brescia: gli incontri casalinghi riprendono ad aver luogo nello storico campo di Capriolo. Dopo un’improvvisa retrocessione in Serie B, le ragazze tornano immediatamente nella serie cadetta e nel 2009 raggiungono per la prima volta la tanto sognata Serie A.

Culmine e ripartenza
Nelle stagioni che seguono il Brescia si impone sempre di più sulla scena nazionale, sia grazie alla prima squadra (allenata da Nazzarena Grilli e con al suo interno giocatrici del calibro di Marisa Gorno e Martina Rosucci), sia attraverso gli exploit della formazione Primavera e di quella CSI. Nel 2012, con Miro Keci in panchina, le nostre ragazze conquistano la loro prima Coppa Italia battendo il Napoli: ma è nell’anno seguente che, dopo l’acquisizione di un quartetto micidiale composto da Sara Gama, Sara Penzo, Barbara Bonansea e Eleonora Prost e con l’aggiunta di coach Milena Bertolini (oggi allenatrice della Nazionale) alla guida tecnica, si apre un vero e proprio ciclo trionfale che comprende due Scudetti (nel 2014 e nel 2016), altre due Coppe Italia (nel 2015 e nel 2016) e ben quattro Supercoppe consecutive (dal 2015 al 2018), oltre ad altrettante partecipazioni alla Champions League. Un lasso di tempo straordinario conclusosi nel 2018, subito dopo il secondo posto in campionato alle spalle della neonata Juventus Women, con la cessione del titolo sportivo di Serie A al Milan e la dolorosa ma necessaria ripartenza dall’Eccellenza, campionato presto abbandonato per approdare in Serie C, raggiunta mediante ripescaggio. Oggi il Brescia Calcio Femminile si trova quindi a fare nuovamente i conti con una realtà più piccola, distante dai grandi stadi di Champions ma non per questo meno appassionata: ogni atleta sa infatti di poter contare su un gruppo di tifosi appassionati e su uno staff affidabile e competente.

E oggi? Attualmente le nostre Leonesse si fanno valere contro le avversarie, tenendo alto il nome di una società che negli anni ha saputo trasformarsi in un punto di riferimento per il movimento nazionale attraendo a sé nomi “di peso” ancora oggi tra i più noti in Italia. Forza ragazze!

Marco Meneghetti

IDRATAZIONE E VACANZE SULLA NEVE

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Idratazione e vacanze sulla neve:
cosa e quanto bere durante la settimana bianca?

Benessere, Acqua, Idratazione

Siamo ormai entrati nel vivo della stagione invernale: le vacanze permettono a molti di noi di mettersi in viaggio verso le destinazioni preferite… magari ad alta quota! La classica Settimana Bianca è un’ottima occasione per rilassarsi scivolando sulla neve, ma è molto importante non abbassare mai la guardia per quanto riguarda il proprio benessere, senza scordare un’adeguata idratazione.

Sci, bastoncini e… un’adeguata scorta d’acqua
L’aria fredda può provocare –attraverso la respirazione- una perdita oraria di acqua di circa 5 ml in più rispetto a quanto siamo abituati accada. Si tratta di un dato apparentemente minore, ma non dobbiamo scordare che, se ripetuto a lungo per giorni interi, esso non deve essere sottovalutato. A questo si aggiunge anche l’esercizio fisico: che amiate sciare, pattinare o fare snowboard, la carenza di liquidi si farà sentire, e può portare a una detrazione giornaliera fino a mezzo litro d’acqua: un quantitativo importante che va reintegrato assumendo bevande (naturalmente mai ghiacciate) e integrandole se necessario con sali e carboidrati.

Occhio al freddo!
Quando il termometro scende, lo stimolo della sete risulta più difficilmente percepibile: non dobbiamo però fare l’errore di credere che ciò possa limitare i pericolosi effetti di un’idratazione inadeguata. La pelle può infatti seccarsi e screpolarsi risentendo di uno scarso apporto d’acqua, così come il nostro organismo: fortunatamente, anche il cibo ci può aiutare a reintegrare le nostre riserve, dato che circa il 20-30% del suo ammontare consiste in acqua. Attenzione anche all’abbigliamento: contrastare il freddo è necessario, ma una vestizione esageratamente pesante conduce a una sudorazione eccessiva, che giocoforza provoca la perdita di liquidi e sali minerali. Per questo, è necessario darsi un ragionevole limite e non eccedere mai con il proprio equipaggiamento!

Ora che hai letto i nostri consigli, sei pronto a partire con gli sci in spalla: buone vacanze!

Marco Meneghetti

Alla scoperta del Monte Maniva con gli sci ai piedi

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Alla scoperta del Monte Maniva
con gli sci ai piedi

Benessere, Monte Maniva

Il Monte Maniva è uno splendido massiccio nel cuore delle nostre Alpi Retiche, facilmente raggiungibile dalla pianura e ricco di interessanti possibilità per tutti gli amanti dello sport e della natura. Dalla sua sommità partono decine di chilometri di piste da sci: scopriamole insieme!

monte maniva acqua

Un luogo speciale
Raggiungere il territorio del Maniva è semplice: i passi e le strade asfaltate sono molti, situati all’incrocio tra le suggestive valli Sabbia, Camonica e Trompia (non a caso il sentiero più noto è chiamato proprio 3V, ossia “Tre Valli”), ma la via di accesso più ovvia è probabilmente rappresentata dall’omonimo passo a quota 1664 metri, che ospita alcuni dei principali impianti sciistici del territorio. Non va dimenticato neppure il Passo Crocedomini, posto sul versante meridionale del Parco regionale dell’Adamello. D’inverno questi paesaggi assumono un aspetto quasi fiabesco, ma anche senza la neve le cose da fare non mancano: dalla pesca sul lago Vaia ai molteplici tracciati per la mountain bike e il trail running. E non scordiamoci della Storia con la “S” maiuscola, da queste parti rappresentata degnamente dalla presenza dell’ex stazione NATO di Dosso dei Galli, il cui ponte radio collegava la Norvegia alla Turchia durante gli anni cruciali della Guerra Fredda.

Divertimento per tutti
Nove impianti di risalita e quaranta chilometri di piste: è questo il prezioso tesoro che il Monte Maniva –alto 1864 metri- e il suo comprensorio offrono a tutti gli appassionati di sci che qui troveranno pane per i loro denti, qualunque sia il loro livello, grazie alla presenza di maestri preparati e percorsi attrezzati ad hoc, dalle undici piste blu alle quattro rosse, per finire con le due temibili nere! Ma non basta: oltre allo sci alpino, il comprensorio tocca anche lo sci nordico e il freestyle, come dimostrano rispettivamente l’anello di tre chilometri per i fondisti e il grande Snowpark con tre livelli di difficoltà dedicato a chi ama compiere evoluzioni mozzafiato sulla propria tavola da snowboard. Per non parlare della possibilità di compiere piacevoli escursioni con le ciaspole immersi nella quiete dei boschi circostanti! E in caso di stanchezza, è sufficiente fare una capatina presso uno dei vicini rifugi per gustare le delizie culinarie tipiche del posto, tra le quali spiccano i formaggi Nostrano Valtrompia DOP e il Bagoss PAT.

monte rifugio maniva

Per invogliarvi ancora di più a toccare con mano questo splendido territorio vi consigliamo questo breve video. Coraggio, venite a trovarci!

Marco Meneghetti

Idratazione e peso corporeo

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Idratazione e peso corporeo:
qualche piccolo consiglio

Benessere, Acqua

Sempre più spesso ci capita di leggere articoli, redazionali e veri e propri “tutorial” legati all’assunzione quotidiana di acqua: una necessità fondamentale per il nostro corpo, che però non sempre risulta possibile quantificare in modo fisso e definitivo. Le condizioni climatiche, l’età e il fisico sono variabili molto importanti, alle quali se ne aggiunge però una quarta: il peso corporeo.

idratazione peso corporeo

Dimmi quanto pesi… e ti dirò quanta acqua bere
Secondo i ricercatori dell’IBWA, ovvero l’International Bottled Water Association, che raccoglie alcuni tra i maggiori produttori di acqua degli Stati Uniti, è possibile raggruppare un quantitativo ideale di bicchieri d’acqua da bere ogni giorno in una serie di fasce di peso: ad esempio, se il nostro peso corporeo si aggirasse sui 50 kg dovremmo idealmente bere 9 o 10 bicchieri, ragionando “per eccesso” in caso di attività fisica intensa e regolare. Valori che restano approssimativamente gli stessi anche per quanto riguarda soggetti di peso leggermente maggiore, per poi arrivare agli 80 kg: in quel caso partire da una base di 9 bicchieri e mezzo sarebbe l’ideale, per poi aumentare sempre di più negli sportivi (fino a 11 bicchieri); con i 90 kg diventa ancora più fondamentale idratarsi in abbondanza, sino a raggiungere i 14 bicchieri quotidiani, con un contenuto di circa 220 ml di acqua a “bevuta”.

acqua bicchiere idratazione

Una regola utile, ma non assoluta: ascolta il tuo corpo!
Si tratta di un vademecum decisamente utile, ma naturalmente non si tratta di una regola assoluta: è importante tenere conto delle tantissime variabili a cui abbiamo accennato all’inizio del presente articolo, e usare un pizzico di buonsenso: i classici “tre litri al giorno”, raccomandati anche dall’Accademia delle Scienze americana, sono un buon punto di riferimento, ma è bene sapersi prima di tutto ascoltare, ricorrendo a un sano sorso di acqua alle prime avvisaglie della sete, e di porsi alcune semplici domande: fa molto caldo oggi? Sto per sostenere (o sto sostenendo) uno sforzo fisico importante? La risposta, unita alle nostre dritte sul peso e sullo stato di forma, determinerà in modo inequivocabile quanto bere!

Speriamo che questi nostri piccoli consigli ti siano stati utili: nel frattempo… non dimenticare di idratarti!

Marco Meneghetti

Yarn Bombing

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Yarn Bombing:
l’arte di colorare a maglia la città

Benessere, Città

Al giorno d’oggi l’arte di strada si trova ovunque nelle nostre città: dai graffiti alle sculture, sino alle esibizioni estemporanee di giocolieri e musicisti. Esiste però un altro modo di decorare le vie, i parchi e gli edifici che ci circondano: si tratta dello Yarn Bombing, un modo speciale di rendere colorate le metropoli nelle quali gran parte di noi trascorre la propria vita!

decorazioni

Graffiti a maglia

Ma che cos’è lo Yarn Bombing? Semplice: si tratta di una serie di tessuti o stoffe lavorati a maglia, realizzati in modo da rivestire o avvolgere oggetti presenti nel paesaggio urbano come ponti, passerelle, pali della luce, statue o panchine, e talvolta persino alberi. Di fatto, si tratta di una versione più “green” e meno invasiva del graffitismo, specialità dalla quale è stato preso in prestito il termine “bombing”, ovvero l’atto di ricoprire numerose superfici con brevi firme o disegni ripetitivi.
Le origini di questa speciale forma d’arte sembrano trovarsi in Texas, dove sul finire degli anni Novanta un gruppo di appassionate decise di “riciclare” gli scarti dei propri lavori a maglia utilizzandoli come vere e proprie opere “calde” e viventi. Non a caso, il più importante gruppo di yarn bombers proviene proprio da Houston: si tratta delle Knitta Please capeggiate dall’eclettica Magda Sayeg, i cui lavori sono apparsi in luoghi diversissimi tra loro come New York, Londra, Tokyo, Parigi e persino la Grande Muraglia cinese!

yarn bombing

Un’espansione continua

Le Knitta Please non sono però il solo gruppo il cui obiettivo è quello di rendere più allegre e colorate le nostre città. Le Craft Club Yarnbombers sono infatti conosciute per essere riuscite a realizzare all’interno di un orfanotrofio il più alto numero di sculture a maglia del mondo: ben 13.388, un Guinness dei Primati! Ma la lista non si ferma certo qui, e include le londinesi Knit The City, i cui lavori raccontano vere e proprie “storie”, e la polacca Olek, che nel 2015 ha ricoperto di stoffa un rifugio per donne in difficoltà di Delhi per sensibilizzare l’opinione pubblica in merito alle spesso complicata situazione femminile in India. E in Italia? Anche da noi non mancano i seguaci di questa disciplina, come dimostra lo Yarn Bombing Day tenutosi nell’agosto 2019 a Trivento in Molise, durante il quale ben 130 artiste hanno dato vita a 70 incredibili opere… di lana.
Come abbiamo appena visto, l’arte del graffito a maglia è quindi tutt’altro che sconosciuta: scommettiamo che anche voi, prima o poi, vi siete imbattuti in qualche lampione o portabici insolitamente colorato, domandandovi magari il perché della sua presenza. In effetti, basta solo qualche gomitolo di lana per rendere la città un luogo diverso… in meglio

Marco Meneghetti

Il fondo. Alla scoperta della natura con gli sci ai piedi

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Il fondo.
Alla scoperta della natura con gli sci ai piedi

Sci, Benessere, Inverno

Allenare il nostro corpo immersi nella magia della natura invernale: questo è lo sci di fondo, uno sport praticabile a tutte le età! Scopriamo insieme questa affascinante disciplina e i suoi benefici.

sci alpinismo

Identikit di uno sport
Lo sci di fondo ha origini antiche: fin dal Medioevo i popoli scandinavi e asiatici utilizzavano attrezzature e tecniche molto simili per spostarsi tra le regioni sconfinate del Nord. Nel 1520 Gustavo Vasa, a capo della ribellione svedese contro gli invasori danesi, percorse un tragitto di 90 chilometri che dal 1922 è riprodotto ogni anno durante la Vasaloppet, la più famosa e importante gara di fondo del mondo. Nel 1888 il futuro Nobel per la pace Fridtjof Nansen riuscì persino a compiervi la traversata della Groenlandia! Le tecniche attualmente in uso sono due: quella “classica”, che consente di muoversi su un percorso tracciato in solchi sotto forma di binari, e la “skating” o alternata, il cui movimento non risulta a un primo sguardo troppo dissimile da quello dei pattinatori su ghiaccio.

sci di fondo

Gli effetti sul corpo e sulla mente
Grazie alla sua natura di sport “full body” e ai suoi movimenti ampi e coordinati, lo sci di fondo aiuta sia l’apparato muscolo-scheletrico che quello cardio-vascolare: il primo viene attivato in particolare per quanto riguarda il cingolo scapolare, la schiena, il collo, gli addominali e gli arti inferiori; il secondo acquisisce resistenza e regolarità, oltre a beneficiare della riduzione dei i battiti e della pressione sanguigna. Inoltre, un’ora di esercizio consente di consumare ben 1000 calorie! Senza dimenticare i paesaggi meravigliosi che è possibile attraversare con un paio di sci ai piedi, un vero e proprio toccasana contro lo stress. Non ha importanza la dimensione competitiva: si tratta di un passatempo praticabile davvero da chiunque, senza dover minimamente considerare record, tempi o exploit tecnici. Inoltre, i costi contenuti lo rendono lo sport invernale ideale per chi non vuole spendere troppi euro, a differenza dello sci alpino o dello scialpinismo.

Insomma, non resta che provare! Siete pronti per una nuova avventura sulla neve?

Marco Meneghetti