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Tavola di maggio

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Tavola di maggio

Nutrirsi con equilibrio

A maggio le temperature iniziano ad alzarsi e la tavola si riempie di nuovi colori grazie a un orto più ricco che mai. E’ noto per essere il mese della fioritura e dell’esplosione dalla natura. Ritorna la voglia di leggerezza e freschezza, per questo si prediligono insalatone, bruschette fresche, verdura cruda e saporita e frutta.

Perchè di stagione?

Consumare alimenti stagionali ha moltissimi vantaggi e non bisogna sottovalutarne l’importanza, soprattutto al giorno d’oggi, quando nei supermercati si possono trovare molti ortaggi durante tutto l’anno. Molto meglio, per la salute e il portafoglio, indirizzare le proprie scelte alimentari verso alimenti che la natura ci offre.

Se in inverno si opterà maggiormente per verdure in zuppa, minestrone o con cotture lente; in primavera verranno privilegiate insalate fresche, verdure in pinzimonio, verdure cotte rapidamente usate poi per condire un primo piatto.

Mangiare ortaggi di stagione è preferibile anche per l’organismo. Frutta e verdura che vengono coltivate seguendo il normale ciclo della natura sono più ricche di vitamine, sali minerali e hanno sicuramente un gusto e un sapore più deciso e goloso.

Si rispetta anche il suolo: i prodotti fuori stagione richiedono un maggior utilizzo di energia e uno spreco di suolo, creando maggiore inquinamento e danneggiando l’ambiente.

Verdura di maggio

Asparagi
Sono ortaggi ricchi di sali minerali, tra cui il potassio, ma anche di vitamine, in particolare vitamina C, vitamina A e vitamina E. Hanno caratteristiche depurative e drenanti, utili per stimolare l’attività di stomaco e intestino.

Fagiolini
O cornetti, che dir si voglia. Dal punto di vista botanico si tratta di legumi, ma nutrizionalmente parlando sono molto più simili alle verdure. Sono ricchi di sali minerali come calcio e silicio e danno un buon apporto di fibre, che aiutano nel controllo del colesterolo e nel transito intestinale. Contengono carotenoidi (betacarotene e luteina): sostanze dall’attività antiossidante.

Fave
Appartengono alla famiglia dei legumi, cosi come piselli, lenticchie, ceci e fagioli. Sono fonte di proteine, sali minerali tra cui ferro, e vitamine. Inoltre hanno un alto contenuto di fibra solubile, utile per abbassare i livelli di colesterolo. E’ importante ricordare che le fave,essendoi legumi, non sono da considerarsi come un contorno, ma una pietanza da utilizzare unita ai cereali per creare piatti unici, oppure in sostituzione ad alimenti proteici (carne, pesce, uova…).

Altra verdura che si può trovare al mercato in questo mese:carciofi, cicoria, finocchi, radicchio, rucola, spinaci, indivia, lattuga, ravanelli, barbabietole, taccole, peperoni, carote, fagioli, zucchine.

La frutta di maggio

Un carico di vitamine e gusto arriva anche dai tanti tipi di frutta.

Ciliegie
Sono ricchissime di flavonoidi, sostanze antiossidanti: in particolare sono ricche di antociani, che hanno proprietà antinfiammatorie e antidolorifici. Dal punto di vista vitaminico contengono vitamina A, C e sali minerali come potassio, calcio e fosforo. Inoltre hanno, grazie alla presenza di acido malico, un’azione depurativa e diuretica.

Nespole
Hanno un elevato contenuto di vitamina C e calcio. Regolano la funzionalità intestinale: hanno proprietà astringenti se mangiate acerbe e lassative se scelte mature.

Ma troviamo anche fragole, kiwi, arance, pompelmo, lamponi, nespole e amarene

Forza, colorate le vostre tavole…non ci sono scuse!

Francesca Oggionni
Dietista libero professionista
“Credo fermamente che un'alimentazione equilibrata
sia essenziale per ritrovare il nostro benessere.”
Mi sono Laureata in Dietistica presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Alimentazione e Nutrizione Umana presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode.

Attualmente pratico l’attività di libera professione a Rivolta d’Adda (CR) e in altre strutture dove svolgo visite dietetiche ambulatoriali; frequento l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, collaborando con la dietista dott.ssa Manuela Pastore.

Yoga e idratazione

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Yoga e idratazione: la combinazione giusta per il nostro benessere

Sport, Benessere, Yoga

Lo yoga non ha certo bisogno di presentazioni: questa antichissima tecnica di meditazione, nata in India e diffusasi in seguito in tutto l’Occidente, conta di innumerevoli scuole, tecniche e impostazioni. Un vero e proprio universo nel quale, talvolta, è difficile districarsi, ma i cui principi di base restano sempre gli stessi: il rilassamento, la concentrazione, la liberazione da stress e preoccupazioni attraverso un’attenta gestione del corpo, del movimento e della respirazione. Ma come legarlo all’acqua?

Come in ogni attività fisica, anche in questo caso è importante saper gestire attentamente la propria idratazione: prima di una sessione di yoga è consigliato bere un quantitativo di acqua mai eccessivo (ad esempio 0,25/0,5 cl) circa una mezz’ora prima di iniziare a praticare. Questo ci permetterà di non bere troppo durante gli esercizi, se non in caso di estrema necessità: un consumo smodato di acqua nel corso di una lezione, ad esempio, equivarrebbe a interrompere l’intero processo di rilassamento e focalizzazione in corso fino a quel momento.

Naturalmente, ciò non significa che non dovremo controllare con attenzione i segnali trasmessici dal nostro corpo! Se ci sentiamo deboli o assetati, alcuni sorsi d’acqua ci consentiranno di riprenderci. Al termine della sessione sarà invece possibile –ed è strettamente consigliato- reidratarsi completamente, specie nel caso di pratiche che prevedono intensa sudorazione come lo Hot Yoga. Non è una cattiva idea integrare il tutto con una dieta equilibrata, ricca di frutta e verdura: alimenti come l’anguria, la lattuga e i broccoli contengono alte quantità di acqua. Pronti a iniziare?

Marco Meneghetti

Salute di ferro

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Salute di ferro

Nutrirsi con equilibrio

Il ferro è un sale minerale fondamentale per la salute: emoglobina e mioglobina ne sono strettamente dipendenti e influenzati dal suo assorbimento.
Una carenza di questo micro nutriente, dovuta a una scarsa introduzione o una cattiva gestione, può causare anemia.

I sintomi principali di questa carenza sono riconducibili a: calo delle concentrazione, stanchezza cronica importante, disturbi gastrointestinali, problemi di regolazione interna della temperatura.

E’ consigliabile quindi introdurre con la dieta una buona dose di ferro, scegliendo gli alimenti e gli abbinamenti migliori.

Fonti di ferro

Il ferro si trova sia in alimenti di origine vegetale che in alimenti di origine animale: la differenza sta nella tipologia di ferro e al grado di assorbimento.
Negli alimenti di origine animale, il ferro, in forma “eme”, si trova in abbondanza nella carne e nel pesce, ma anche nelle uova e nei prodotti lattiero-caseari. In questi alimenti l’assorbimento di ferro è facilitato dal fatto che non è influenzato dalla presenza di altre sostanze organiche e dalla presenza di particolari strutture enzimatiche che si occupano di gestire il ferro.

Negli alimenti di origine vegetale il ferro è normalmente presente sotto una forma definita “non-eme”. L’assorbimento di questa forma di ferro è altamente influenzata dalla presenza o meno di alimenti che possono favorire oppure ostacolare l’assorbimento di ferro.
Gli alimenti di origine vegetale più ricchi di ferro sono ortaggi a foglia verde, legumi (in particolare le lenticchie rosse), cereali integrali, frutta secca e frutta essiccata (come in albicocche secche e datteri).

In un quadro di alimentazione vegetale è indispensabile scegliere ortaggi, verdure, legumi e cereali abbinati con cibi paralleli che possono favorire l’assorbimento intestinale d ferro. In particolare questi nutrienti sono la vitamina C e il rame.

Un pasto che abbia caratteristiche “antianemiche” deve prevedere fonti di vitamina C: frutta acidula (agrumi, kiwi, fragole, lamponi, mango, papaia), ortaggi a foglia verde (cavolo, cavoli e broccoli, crescione, erbette, spinaci, bietole). Anche quando si consumano fonti di ferro eme (carne e pesce) è utile unire fonti di vitamina C e anche fonti di ferro vegetale, il cui assorbimento è garantito dalla presenza stessa di ferro eme. Anche il rame lavora in sinergia con il ferro: unire una fonte di rame (molluschi, legumi, semi oleosi, cereali integrali) aiuta l’assorbimento di ferro.

Dall’altra parte ci sono dettagli alimentari che ostacolano l’assorbimento del ferro: sono sostanze chiamate chelanti, che legano il ferro e ne diminuiscono l’utilizzazione. Per esempio i tannini presente nel tè, vino e caffè. Ma anche i fosfati e il calcio, presenti in latte e formaggi non aiutano l’assorbimento di ferro. In parte anche i fitati, presenti negli alimenti ricchi di fibra e che quindi non sono da eliminare dalla dieta.

Contorni green ricchi di ferro

Dato che in primavera viene voglia di cibi freschi, vi lascio qualche combinazione green per dei contorni veloci e amici del ferro.
– insalata di spinacini, rucola, carote e arance a spicchi
– bietole con scaglie di mandorle e semi di sesamo
– cimette di broccolo, carote, noci e succo di limone
– erbette spadellate con scorza d’arancia e mandorle a lamelle
– spinaci spadellati all’arancia
– insalata di lenticchie rosse, peperoni e pomodorini datterini con basilico

Buon ferro a tutti!

Francesca Oggionni
Dietista libero professionista
“Credo fermamente che un'alimentazione equilibrata
sia essenziale per ritrovare il nostro benessere.”
Mi sono Laureata in Dietistica presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Alimentazione e Nutrizione Umana presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode.

Attualmente pratico l’attività di libera professione a Rivolta d’Adda (CR) e in altre strutture dove svolgo visite dietetiche ambulatoriali; frequento l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, collaborando con la dietista dott.ssa Manuela Pastore.

Ritorno in vetta: la storia della Virtus Roma

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Ritorno in vetta: la storia della Virtus Roma

Sport, Virtus Roma, Basket

Sabato 20 aprile 2019 Roma è tornata nell’Olimpo del basket che conta: la Virtus Roma, storica società capitolina, si è infatti guadagnata matematicamente l’accesso in Serie A1 dopo quattro anni d’assenza. La risalita in massima serie corona una stagione e una storia da ricordare: vediamole in breve.

Le origini e i primi grandi successi
Fondata nel 1960 in una palestra a pochi metri da Piazza San Pietro, la società oggi nota come Pallacanestro Virtus Roma nasce come Virtus Aurelia in seguito alla fusione di due piccoli club romani, il San Saba e il Borgo Cavalleggeri. Militante fino al 1972 nelle serie dilettantistiche minori, nel 1972 la Virtus si fonde con la sezione del dopolavoro del Banco di Roma, accedendo alla Serie C l’anno successivo; già nel 1974 la squadra riesce a centrare la promozione in Serie B. Dopo alcuni anni altalenanti, nel 1977 arriva l’ingaggio dell’esperto allenatore Nello Paratore, già coach della Nazionale alle Olimpiadi del 1960. Ci vuole poco e giungono anche le promozioni in A2 e Serie A, rispettivamente nel 1978 e nel 1980, grazie a una squadra giovane con molti innesti provenienti direttamente dalle giovanili.
Il primo periodo di assestamento fa presto spazio alla grande consacrazione: nel 1983, complice l’elevatissimo tasso tecnico di giocatori come l’americano Larry Wright e i romani Polesello e Gilardi, la Virtus compie un’incredibile cavalcata verso i playoff, dove si libera facilmente di società blasonate come Cantù e Milano: proprio contro quest’ultima il 19 aprile 1983, davanti a 14mila spettatori, giunge il primo Scudetto di sempre. Ma la formazione romana non si ferma, e nel 1983 e nel 1984 arrivano una dopo l’altra le vittorie in Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale: Roma è sul tetto del mondo.

Dagli anni Novanta ad oggi

Nelle stagioni successive, la Virtus fatica a ingranare in Italia, ma non all’estero: grazie ai grandi acquisti effettuati sia in America che nel Vecchio Continente, i Nostri riescono ad aggiungere al già ottimo palmarés due Coppe Korac, nel 1985 e nel 1996, la seconda contro un’agguerrita Scavolini Pesaro. Problemi economici e societari portano però la società a rischiare la retrocessione nel 1994, fortunatamente non concretizzatasi. Si tratta però di anni convulsi, come dimostra la drammatica scomparsa del giocatore virtussino Davide Ancillotto, colpito da edema cerebrale nel 1997, durante un’amichevole estiva.
Con l’arrivo degli anni Duemila si torna a vincere: alla Supercoppa italiana, conquistata nel 2001, segue il ritorno in finale Scudetto sette anni dopo, con la sconfitta giunta per mano del Montepaschi Siena: un copione, quest’ultimo, destinato a ripetersi anche nel 2013. I problemi economici e la difficoltà nel garantirsi un campo di gioco costringono poco dopo all’autoretrocessione, occorsa nel 2015: ma nel 2018 ecco la buona notizia, con il ritorno sullo storico parquet del Palalottomatica e una campagna acquisti che porta nella Capitale giocatori del calibro di Daniele Sandri, Nic Moore e Henry Sims.

Virtus is back

Il resto, si può dire, è già storia: una stagione solida e condotta sempre ai primi posti in classifica rende la Virtus una delle squadre da battere in Serie A2, e la temibile potenza del suo roster, unita alla passione dei tifosi, fanno il resto. Arrivati a fine aprile 2019, basta una vittoria contro Legnano ed è fatta: Roma può tornare tra le grandi. Così accade, e l’88 a 83 ottenuto riporta i colori giallorossi tra le grandi piazze del basket italiano… in attesa della prossima stagione!

Marco Meneghetti

Zinco, utile per capelli e pelle

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Zinco, utile per capelli e pelle

Nutrirsi con equilibrio

Nella stagione primaverile pelle, capelli e unghie non sono proprio splendenti. La colpa è il cambio di stagione e una piccola carenza vitaminica.

Per far fronte a questo problema può essere utile prestare attenzione a un minerale importante: lo zinco! Lo zinco è fondamentale per la salute di pelle, capelli, denti ed unghie e per far funzionare al meglio gli ormoni tiroidei e sessuali e il sistema immunitario.

La perdita di capelli, capelli secchi e fragili, unghie che si spezzano o con macchie bianche, pelle “ruvida”: sono chiari indizi di mancanza di zinco.

Oltre che per capelli e unghie, lo zinco è necessario per mantenere la pelle sana: favorisce il rinnovamento del tessuto cutaneo e la cicatrizzazione delle ferite; è anche utile per il trattamento di acne, psoriasi, forfora, foruncoli, dermatiti, pelle secca.

Risulta quindi importante inserire alimenti ricchi di zinco nella propria dieta, così da mantenere belli e in salute unghie, pelle e capelli!

Alimenti ricchi di zinco

Gli alimenti più ricchi di zinco sono:
– carne,
– uova,
– pesce,
– frutti di mare,
– frutta secca (pistacchi, noci, mandorle, arachidi, anacardi, pinoli),
– semi (di girasole, di zucca, di sesamo),
– cereali integrali (orzo, farro, quinoa, miglio),
– spinaci, funghi, avocado
– legumi secchi (ceci, lenticchie, fagioli).

Ricettina per fare il carico di zinco

Insalata tiepida di quinoa con avocado, granella di pistacchi e spinacio fresco
Cuocere la quinoa per assorbimento: in un pentolino mettere la quinoa, precedentemente sciacquata, e coprirla con il doppio di acqua, salare e portare a bollore. Coprire con un coperchio e lasciare cuocere a fuoco basso per 10-15 minuti circa.
Tagliare a cubetti la polpa di mezzo avocado e irrorarla con del succo di limone.
Ridurre i pistacchi in granella con l’aiuto di un coltello oppure, per farla più fine, con un mixer.
Lavare le foglioline di spinaci.
Quando la quinoa sarà pronta comporre il piatto unendo al cereale l’avocado a cubetti e gli spinacini. Condire con un cucchiaio di olio, pepe e cospargere con la granella di pistacchi.

Francesca Oggionni
Dietista libero professionista
“Credo fermamente che un'alimentazione equilibrata
sia essenziale per ritrovare il nostro benessere.”
Mi sono Laureata in Dietistica presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Alimentazione e Nutrizione Umana presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode.

Attualmente pratico l’attività di libera professione a Rivolta d’Adda (CR) e in altre strutture dove svolgo visite dietetiche ambulatoriali; frequento l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, collaborando con la dietista dott.ssa Manuela Pastore.

Maratona e idratazione

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Idratazione e maratona

Idratazione, fitness, sport

Per molti sportivi, la maratona è un traguardo incredibile, raggiunto dopo mesi di duro allenamento; per altri, si tratta di una fatica lunga 42,195 metri che non sempre si conclude nel modo sperato. Comunque sia, la più dura tra le discipline podistiche resta sempre un’esperienza unica, sia che la si corra a New York o Boston, sia che ci affrontino percorsi più vicini a noi, ma non per questo meno impegnativi.
Correre una maratona non richiede però soltanto uno sforzo fisico notevole, ma anche una saggia gestione delle proprie risorse: un principio validissimo nel caso dell’idratazione, che va adattata ai segnali che il nostro corpo ci trasmette durante la gara. Naturalmente, assumere liquidi correttamente sin dalle prime sessioni di allenamento ci può aiutare a comprendere fin da subito come comportarci il giorno della fatidica competizione. Ecco alcuni validi consigli in merito.

Molti corridori tendono a commettere un errore facilmente evitabile: bere ossessivamente prima della gara! L’errata convinzione che assumere una quantità enorme di acqua possa aiutare durante la corsa può provocare malessere e un calo delle prestazioni, o persino spingere l’atleta al ritiro. Molto meglio bere senza forzare il proprio corpo, rifornendosi regolarmente ai ristori (di norma posti ogni 5 km sino al 40esimo). L’integrazione con sali minerali andrebbe gestita secondo la medesima ottica, magari a partire dal 30esimo chilometro (quando lo sforzo entra nel vivo e la fatica si fa più intensa).
Vanno inoltre assolutamente evitati i FANS (farmaci anti-infiammatori non steroidei) come aspirina, ibuprofene e indometacina.

Attenzione all’alimentazione e ai liquidi assunti anche dopo la gara: i cibi dovrebbero essere solidi, mentre il consumo di bevande va dosato senza esagerare e senza fretta. Dobbiamo reintegrare quanto perso in gara, che nel caso dell’idratazione –tenendo conto naturalmente delle variabili in termini di peso ed età- corrisponde circa al 3% del peso corporeo, e ciò va fatto in modo saggio e corretto, assumendo una quantità di acqua (opportunamente integrata dai sali, ma senza esagerare) compresa tra i 60 e gli 80cl per ogni chilo perso.

Seguendo queste indicazioni, unite a un ascolto attento e costante dei segnali che il vostro corpo vi manderà durante e dopo la gara, sarete pronti per affrontare al meglio la vostra maratona! Si parte!

Marco Meneghetti

Primavera a tavola

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Primavera a tavola

Nutrirsi con equilibrio, primavera a tavola

La primavera è arrivata: il primo sole, aria più mite, i primi fiori e gli alberi che si risvegliano. E con la natura ci risvegliamo anche noi.

Questa stagione però porta con sé anche alcuni malesseri, legati al cambio di stagione: stanchezza, poca concentrazione, poche energie e alterazioni gastrointestinali come stitichezza o mal digestione.

Un’alimentazione corretta e di stagione può senza dubbio aiutarci!
La natura infatti ci viene in soccorso donandoci verdura e frutta ricca di vitamine e con proprietà disintossicanti e diuretiche.
Per combattere il cambio di stagione è necessario “alleggerire” un po’ la dieta, limitando alimenti grassi (affettati, formaggi, carne rossa) in favore di alimenti di origine vegetale (legumi, cereali integrali, frutta e verdura), uova e pesce azzurro. Necessario puntare anche su cotture rapide e poco laboriosa.

La primavera è anche il momento per depurare il fegato, grazie alle erbe amare che favoriscono il drenaggio epatico e renale: tarassaco, prezzemolo, rucola, ortica e cicoria. Ottime anche altre verdure amare come carciofi, asparagi e la catalogna che aiutano a regolare l’assorbimento di grassi e zuccheri.
Per svolgere questa azione drenante è anche utile bere molto in queste giornate: 1,5-2 litri di acqua sono sufficienti. Quindi…ricordatevi sempre la vostra bottiglietta!

La stanchezza è legata al ferro, contenuto non solo nella carne, ma anche nelle uova e nei legumi. Per assorbirlo maggiormente il consiglio è quello di consumare in un pasto fonti di vitamina C, che aiuta il nostro organismo ad assorbire il ferro. La troviamo negli agrumi, nelle fragole, nei kiwi e in tutti gli ortaggi a foglia verde.

E infine, per sostenere il buonumore e garantirci un buon sonno è utile arricchire le tavole di triptofano, precursore non solo della serotonina (l’ormone della felicità!). Lo troviamo in cereali integrali (orzo, farro, ma anche quinoa, miglio e riso semintegrale o venere): si possono usare questi cereali per creare dei magnifici piatti unici da arricchire con verdura verde di stagione e legumi freschi. Ad esempio una bella insalata tiepida di orzo con asparagi, fragole e piselli freschi!

Vi auguro una buona primavera!

Francesca Oggionni
Dietista libero professionista
“Credo fermamente che un'alimentazione equilibrata
sia essenziale per ritrovare il nostro benessere.”
Mi sono Laureata in Dietistica presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Alimentazione e Nutrizione Umana presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode.

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Water Bar: il locale dove l’acqua è… gourmet

green inside

Water Bar: il locale dove l’acqua è… gourmet

Water Bar, Urban

A Minneapolis, città dello stato americano del Minnesota, è possibile imbattersi nel Water Bar: un originalissimo locale dedicato esclusivamente al consumo dell’acqua.
Nato quasi per gioco nel 2014, questo bizzarro esperimento ha origine come performance artistica di un gruppo di creativi e ambientalisti locali, con uno scopo semplice ma ambizioso incoraggiare le persone a prendersi una pausa dalla frenesia delle proprie vite, per godersi un rinfrancante bicchiere d’acqua.

Cinque anni dopo, il progetto continua: l’animo artistico dell’iniziativa è rimasto intatto, e l’idea si è estesa in tutti gli Stati Uniti. Non è infatti raro trovare sempre nuovi pop-up bar di questo genere, sparsi tra fiere, happening artistici e festival. Attualmente, sono circa 150 i Water Bar sorti, anche solo per lo spazio di un weekend, nelle più disparate località d’America, servendo 55mila persone. Il bar da cui tutto è iniziato, quello di Minneapolis, è nel frattempo divenuto il centro nevralgico di tutta l’operazione, ed è diretto da un piccolo comitato composto da tre artisti. Oltre alle tematiche ambientaliste e all’estetica rustica, ma anche smart e accogliente, questo luogo accoglie infatti mostre e opere di creativi provenienti dall’intero Paese.

Ma l’ondata di casi simili non si ferma al Nuovo Continente: a Parigi, Londra, Anversa e nel resto d’Europa sono sempre di più i Water Bar, a metà tra il locale tradizionale e il negozio specializzato nella vendita di acqua in bottiglia. Anche in Italia possiamo vantare due esempi di questo tipo: “Specialità in Vetrina”, a Bologna, e l’Acqua Store di Roma Termini.
La dimostrazione che anche l’acqua può fare tendenza!

Si ringrazia la pagina Facebook Water Bar per il materiale fotografico.

Marco Meneghetti

Salute delle ossa

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Salute delle ossa

Nutrirsi con equilibrio, salute delle ossa

Quando si nominano le ossa in relazione all’alimentazione la prima e unica cosa che viene in mente è la vitamina D.
E’ vero che questa vitamina è essenziale per l’omeostasi (=equilibrio) del calcio e per la salute dell’osso, aiutando a prevenire lo sviluppo di osteopenia e osteoporosi.
Ma serve anche altro: calcio e vitamina K sono altri protagonisti imprescindibili.

Calcio e vitamina D

La vitamina D infatti favorisce l’assorbimento intestinale e renale del calcio, promuovendo una corretta mineralizzazione dell’osso. La maggior parte della vitamina D, come abbiamo discusso nel precedente articolo, viene garantita attraverso l’esposizione solare.

Il calcio invece, a differenza di quello che comunemente si pensa, non si trova solamente in latte e latticini. Anzi, mantenere a lungo una dieta ricca di questi alimenti potrebbe portare a una demineralizzazione ossea, controproducente per l’organismo.

Va bene assumere una porzione di latticini al giorno, ma non di più e, soprattutto, non con la scusa di “fanno bene alle ossa!”.

Gli alimenti che fanno bene alle ossa e sono ricchi di calcio sono ben altri:

– acqua minerale

– verdura a foglia verde (spinaci, carciofi, cavolo, broccoletti, cime di rapa…)

– legumi: fagioli, lenticchie, fave, ceci

– frutta secca oleosa: noci, nocciole, pistacchi, mandorle

Piccole accortezze per fare il pieno di calcio

Ci sono degli alimenti che interferiscono con l’assorbimento di calcio e che sarebbe quindi opportuno non assumere in quantità eccessive:

– fosfati, che sono conservati che si trovano in numerosi alimenti industriali (riconoscibili in etichetta con la dicitura E450; E341; E338)

– fibre insolubili: evitare di mangiare eccessive quantità di alimenti contenenti fibre. Evitare di mangiare solo ed esclusivamente alimenti integrali e non eccedere con le porzioni di verdura

– caffeina: limitarsi a 3 caffè al giorno

– alcolici: da limitare sempre perchè interferiscono con l’assorbimento intestinale di molteplici minerali e vitamine

E la vitamina K?

In tutto questo la vitamina K aiuta a fissare il calcio nelle ossa e mantenerle in salute.  Questa vitamina si trova nelle verdure verdi (specialmente nei broccoli e spinaci) nei cereali, negli oli vegetali e nei cibi fermentati. La forma più efficace è la Vitamina K2, che è prodotta anche dagli dalla flora intestinale.

Per avere ossa forti è quindi importante esporsi alla luce solare e fare il pieno di alimenti che contengano calcio e vitamina K!

Francesca Oggionni
Dietista libero professionista
“Credo fermamente che un'alimentazione equilibrata
sia essenziale per ritrovare il nostro benessere.”
Mi sono Laureata in Dietistica presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Alimentazione e Nutrizione Umana presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode.

Attualmente pratico l’attività di libera professione a Rivolta d’Adda (CR) e in altre strutture dove svolgo visite dietetiche ambulatoriali; frequento l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, collaborando con la dietista dott.ssa Manuela Pastore.

Il Woga, lo yoga in acqua

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Il Woga, lo yoga in acqua

Idratazione, fitness

Cosa succede quando lo Yoga incontra il mondo acquatico? Nasce il Woga, un alleato in più per il nostro benessere! Scopriamo qualcosa di più su questa nuova e interessante disciplina.

Di cosa si tratta?

Il Woga, il cui nome nasce dalla fusione dei termini Water e Yoga, si sviluppa in California una decina di anni fa su iniziativa del terapista Harold Dull. L’idea di quest’ultimo, già fondatore del movimento Watsu (Water Shiatsu), è quella di trasporre i fondamenti della scuola indiana dell’Hatha Yoga in un ambiente acquatico, favorevole al rilassamento e alla concentrazione.

Grazie alla sua fluidità, l’acqua non oppone resistenza e avvolge chi vi si immerge, dando al nostro corpo una piacevole sensazione di ammorbidimento.

Il Woga si pratica in piscine la cui temperatura dell’acqua è compresa tra 33 e 35 gradi, con una profondità massi. L’assenza di gravità nell’acqua favorisce e agevola l’armonia dei movimenti da compiere, rendendo questa disciplina semplice e piacevole da praticare a qualunque età.

I benefici sul nostro corpo

Il Woga è un’attività estremamente versatile, che favorisce i movimenti di ogni parte del corpo. Le posizioni create nel corso delle lezioni permettono di esercitare la struttura muscolare, in particolare in corrispondenza di schiena, addome e arti superiori e inferiori. Ma il vantaggio più importante, che rappresenta un vero e proprio plus rispetto allo Yoga tradizionale, è costituito dalla circolazione venosa, favorita dalla pressione dell’acqua. Nella loro versione “acquatica”, le asana (termine che indica le posizioni nello yoga) sono pensate proprio per contrastare la cellulite e altre patologie venose. L’ottimo rilassamento raggiunto durante gli esercizi può anche contribuire ad alleviare fastidiose sensazioni di stress, ansia e insonnia.

Si tratta inoltre di un ottimo esercizio in caso di riabilitazione fisica oltre che per le neomamme, che così possono alleviare il peso sulla colonna vertebrale migliorare l’apporto di ossigeno al feto.

Come funziona

Una lezione di Woga dura normalmente tra i 30 e i 45 minuti, e si focalizza non solo sul movimento corporeo, ma anche sulla respirazione e sulla concentrazione mentale. Lo stretching in acqua aiuta ad abituarsi a una maggiore flessibilità degli arti, mentre le posizioni vengono ripetute continuamente, al fine di abituare il praticante alla loro esecuzione. Tra le Asana più diffuse vi sono quelle tradizionali dell’Aquila e dell’Albero, sicuramente note a chi pratica lo yoga tradizionale.

Per saperne di più e consultare una lista degli insegnanti di Woga autorizzati in Italia, rimandiamo a questo link.

Cosa aspetti? Immergiti (è proprio il caso di dirlo) anche tu in questo mondo!

Marco Meneghetti