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Alla scoperta degli orti urbani

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Green in the city:
alla scoperta degli orti urbani

Orti Urbani, Benessere, Green Inside

Immaginate un piccolo pezzo di natura incontaminata nel cuore della vostra città dove, a differenze che in un normale parco, è possibile coltivare frutta e verdura in modo assolutamente naturale, sostenibile e soprattutto piacevole. Si tratta degli orti urbani, una realtà che negli ultimi anni ha preso sempre più piede anche in Italia: scopriamo come.

Di cosa si tratta?
L’idea sulla quale si basano gli orti urbani non è per niente nuova: per secoli l’uomo ha pensato a luoghi racchiusi nel cuore delle città dove portare il benessere dei grandi spazi aperti e dove poter coltivare i frutti della terra allo stesso modo che in campagna. Ecco quindi che agli inizi dell’Ottocento l’Europa si riempie dei primi giardini di città, dai Kleingarten tedeschi ai Jardins Ovrieurs francesi, entrambi nati per dare alle classi operaie uno spicchio di natura al centro delle sempre più industrializzate metropoli del tempo. Oggi, gli orti urbani sono un luogo nel quale combattere i problemi climatici, favorire la biodiversità ma anche l’amalgamazione sociale, oltre a ridare vita a zone e quartieri potenzialmente isolati o problematici. Ma non basta, perché 20 metri quadrati sono sufficienti a produrre il fabbisogno di verdura –priva di OGM o diserbanti- di un singolo individuo per un anno intero!

orto urbano

E in Italia?
Per molto tempo, gli orti urbani in Italia sono stati considerati come un’insolita soluzione valida per situazioni “particolari”: ne è un esempio l’iniziativa degli Orti di guerra, promossi durante il Secondo conflitto mondiale per consentire agli abitanti delle metropoli colpite dai bombardamenti di sfruttare ogni appezzamento di terra libero per coltivare frutta e ortaggi da consumare durante i lunghi periodi di emergenza. In seguito, a cominciare dagli anni Duemila, anche il nostro Paese ha iniziato a subire il fascino di questo nuovo e accattivante modo di vivere la città. Oggi, quasi tutti i principali centri abitati italiani possiedono almeno un orto urbano, ed esistono numerose associazioni dedite a questo tipo di agricoltura “cittadina”, che spesso è incoraggiata da enti e amministrazioni comunali mediante l’assegnazione di appositi bandi. Casi particolarmente interessanti sono costituiti ad esempio dall’Or-TO del quartiere Nizza Millefonti a Torino e dall’orto di Borgo Panigale a Bologna, il più grande d’Italia con i suoi 47 ettari (la stessa Emilia-Romagna può essere considerata la regione leader per numero di orti di città). Non solo: non mancano le scuole e gli istituti che hanno deciso di dedicare una parte dei loro cortili a questa pratica, come nel caso del programma “Orto in Condotta” gestito da Slow Food

E tu, che cosa aspetti? Cerca subito l’orto urbano più vicino a te!

orto urbano

Marco Meneghetti

Il rientro alla routine

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Il rientro alla routine

Nutrirsi con equilibrio, rientro alla routine

L’estate sta finendo e il rientro alla routine è ormai alle porte.
“Estate” significa rompere una routine per crearne una nuova anche se temporanea. E poi, una volta chiuso il capitolo delle vacanze, il rientro alla vita di tutti i giorni può essere davvero dura!

Non solo dal punto di vista mentale, ma anche dal punto di vista alimentare.
Perchè durante le vacanze estive ci si lascia andare: un dolcetto in più’, l’aperitivo ogni sera, piatti spicci, cene fuori, il gelatino passeggiando di sera…”tanto poi a settembre ci penserò”.
E settembre è arrivato e con lui bisogna prendere nuovamente il ritmo.

Ecco 5 consigli per dare il bentornato alla routine di tutti i giorni!

1. non far mancare i buoni propositi
Mettere giù, nero su bianco, quello che promettete a voi stessi. Scrivete tutto quello che di positivo volete introdurre nelle vostre giornate per ritrovare benessere e serenità. Qualche spunto: Mi impegno a fare una colazione equilibrata ogni mattina. Mangerò con più frequenza alimenti vegetali. Mi iscrivo a un corso di yoga. Consumo 5 porzioni di frutta e verdura al giorno. Riduco i caffè. Riduco gli alcolici. Faccio amicizia con i legumi.

2. preparare un menù settimanale
Al primo momento si può pensare: “ e chi ha tempo di farlo?”. Vi stupirete quanto dedicare mezz’ora alla preparazione di un menù vi faccia risparmiare tempo durante la settimana. Vi aiuterà sicuramente ad avere una guida pratica per potervi concentrare nuovamente sulla vostra alimentazione e rientrare nella vostra routine. Nella stesura del menù cercate di mantenere una buona frequenza nel consumo di alimenti vegetali, cereali integrali, frutta e verdura, inserendo la carne bianca 2-3 volte a settimana; il pesce almeno 3 volte; i legumi 3-4 volte a settimana; le uova 2 volte a settimana; i formaggi 1-2 volte a settimana.

3. dispensa e meal prep
Riempire la dispensa e il frigorifero di alimenti sani non vi condurrà fuori rotta, anzi, vi permetterà di avere sempre nuovi stimoli e idee. Eliminate quello che c’è in dispensa di poco sano e mettete già una lista della spesa: verdura di stagione, frutta, frutta secca, yogurt e granola per la colazione, cereali integrali, legumi secchi, spezie ed erbe aromatiche. Questi sono gli ingredienti mai-più-senza! Potete sfruttare un pomeriggio per ripopolare il freezer di pietanze già cotte, che all’occorrenza potete scongelare: legumi; cuocete le ultime zucchine e melanzane e congelatele porzionate. Potete anche preparare 2-3 porzioni di cereali integrali e conservarli in frigorifero così da avere i pranzi pronti per qualche giorno: sarà sufficiente condire il cereale al momento!

4. gli snack da portare in ufficio
Il rientro al lavoro è deprimente? Basta organizzare anche quello al meglio: procuratevi una nuova agenda o una nuova penna, del vostro colore preferito, una candela colorata e soprattutto degli spezzafame sani. Prendere un contenitore di vetro e create dei mix golosi di frutta essiccata e frutta secca (ad esempio albicocche, chips di cocco, bacche di goji, mandorle), procuratevi qualche barretta crunchy ottima anche pre-allenamento in palestra; fate anche una minima scorta di bottigliette d’acqua, così da non avere scusanti!

5. sperimentate con nuove ricette e nuovi ingredienti
Questo è un gioco, ma che aiuta a stimolare più la fantasia in cucina. Spulciate quelle riviste popolano il vostro soggiorno oppure i profili Instagram più colorati e prendete spunto per nuove ricette. Prendetevi qualche minuto in più mentre fate la spesa per scegliere degli ingredienti nuovi, che non avete mai provato prima, e azzardate. Può essere un cereale o pseudo cereale per fare un primo piatto, una spezia orientale che magari avete assaggiato durante i vostri viaggi estivi, un frutto, un tè particolare per scaldare le vostre colazioni.
Azzardate anche con nuovi abbinamenti, ad esempio usate i semi per condire insalate o legumi.

Ultimo consiglio: fate un bel sorriso!

Francesca Oggionni
Dietista libero professionista
“Credo fermamente che un'alimentazione equilibrata
sia essenziale per ritrovare il nostro benessere.”
Mi sono Laureata in Dietistica presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Alimentazione e Nutrizione Umana presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode.

Attualmente pratico l’attività di libera professione a Rivolta d’Adda (CR) e in altre strutture dove svolgo visite dietetiche ambulatoriali; frequento l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, collaborando con la dietista dott.ssa Manuela Pastore.

Vitamina B12: conosciamola bene!

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Vitamina B12: conosciamola bene!

Nutrirsi con equilibrio, Vitamine B12

Se ne parla sempre tantissimo, soprattutto in relazione all’alimentazione vegana. Ma non tutti sanno perchè. E’ arrivato il momento di approfondire meglio il ruolo di questa vitamina.

La vitamina B12 fa parte del gruppo delle vitamine idrosolubili e deve essere regolarmente assunta con l’alimentazione. Infatti è indispensabile per il nostro organismo, per la normale funzione neurologica, per la sintesi dei globuli rossi e del DNA. Senza i giusti apporti di vitamina B12 si va in contro a problematiche non irrilevanti.

L’assorbimento della vitamina è veicolato dal fattore intrinseco: una sostanza prodotta dallo stomaco che ne permette il corretto assorbimento. Ci sono alcune condizioni cliniche legate a problemi gastrici che potrebbero interferire con la produzione di fattore intrinseco e quindi con l’assorbimento della vitamina B12. Se soffrite di qualche patologia gastrica è sempre bene controllare i livelli di vitamina B12 nel sangue e parlarne con il vostro medico.

A cosa serve

Questa vitamina è coinvolta attivamente nei processi di formazione dei globuli rossi e contribuisce alla corretta funzionalità delle cellule nervose. Anche dal punto di vista metabolico la vitamina B12 svolge un ruolo fondamentale: è coinvolta nel metabolismo dei carboidrati e quindi ha un ruolo energetico

I sintomi di carenza di vitamina B12 sono: glossite, nausea, iperpigmentazione, debolezza, pallore, deficit di memoria, irritabilità, difficoltà a mantenere l’equilibrio, alterazioni dell’umore.
La carenza di vitamina B12, insieme alla carenza di folati, può portare alla comparsa di anemia macrobiotica megaloblastica, caratterizzata da globuli rossi sono in numero minore, ma più grandi e con una ridotta capacità di trasporto dell’ossigeno.
La carenza può portare anche a infertilità, sia maschile che femminile.

La carenza di vitamina B12 viene valutata attraverso un semplice esame dal sangue:
normale: B12 superiore a 300 pg/mL
borderline: B12 tra 200 pg/mL e 300 pg/mL
deficit: B12 minore di 200 pg/mL

Le fonti di vitamina B12
E’ contenuta in tutti gli alimenti di origine animale: carne rossa e bianca, nel fegato di vitello e manzo, nelle uova, nei formaggi e latticini, nel pesce (come sgombro, salmone, sardine), nei crostacei, molluschi e frutti di mare (come vongole e ostriche).
Assunzioni adeguate e quotidiane di alimenti di origine animale “proteggono” dalla carenza.

Dal momento che questa vitamina è presente negli alimenti di origine animale, chi segue una dieta vegetariana o vegana deve integrarla costantemente. Non è infatti sufficiente consumare alimenti fortificati, nei quali è stata aggiunta questa vitamina, ad esempio i cereali per la colazione, il latte o altri prodotti a base di soia.

L’integrazione è obbligatoria ed estremamente necessaria: si attua ricorrendo a integratori specifici da assumere costantemente. Gli integratori posso essere sotto forma di cianocobalamina o metilcobalmaina, e l’assunzione migliore risulta essere tramite compresse sublinguali o gocce, per un miglior assorbimento.

Francesca Oggionni
Dietista libero professionista
“Credo fermamente che un'alimentazione equilibrata
sia essenziale per ritrovare il nostro benessere.”
Mi sono Laureata in Dietistica presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Alimentazione e Nutrizione Umana presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode.

Attualmente pratico l’attività di libera professione a Rivolta d’Adda (CR) e in altre strutture dove svolgo visite dietetiche ambulatoriali; frequento l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, collaborando con la dietista dott.ssa Manuela Pastore.

In piedi sulle onde: navighiamo con il SUP!

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In piedi sulle onde: navighiamo con il SUP!

Sport, Benessere, Acqua

Immaginate di navigare in piedi nel bel mezzo di acque limpide e cristalline, muovendovi muniti soltanto di un lungo remo: questo è lo Stand Up Paddle! Questa disciplina sportiva è una delle attività fisiche del momento, ampiamente praticata in moltissimi Paesi tra i quali figura sempre di più anche l’Italia. Si tratta di un mondo affascinante e divertentissimo, che vale la pena di scoprire. Pronti? Via!

Uno sport dai mille volti
Forme rudimentali di Stand Up Paddle, o SUP, erano già note migliaia di anni fa in zone lontanissime tra loro: sono molte le fonti che citano o rappresentano uomini capaci di muoversi stando eretti su una tavola di grandi dimensioni e maneggiando un remo o una pagaia. Tuttavia, il SUP come lo conosciamo oggi ha radici molto meno remote, e possiamo situarne la nascita intorno agli anni Cinquanta del Novecento in quella che è ritenuta la Mecca di ogni surfista: l’arcipelago delle Hawaii. Oggi, possiamo definirlo una sorta di via di mezzo tra la canoa e l’arte di cavalcare le onde, ma non solo: il SUP può infatti venire praticato anche al lago, o nei fiumi, mediante l’aiuto di tavole specifiche, che possono essere rigide (in resina o poliestere) o gonfiabili (un interessante compromesso, visto che alcuni modelli possono superare i tre metri di lunghezza!).

Difficile? No, anzi!
Imparare a praticare il SUP è tutt’altro che complicato, e può essere fatto da autodidatti, anche se un breve corso, come questo, è sempre il consiglio migliore. È importante che ogni praticante sia munito di leash (la cavigliera che, collegata a una corda, vincola chi naviga alla tavola) e di giubbetto di salvataggio, specialmente in caso di bambini o neofiti. Tutti, dopo una pratica costante e regolare, potranno beneficiare di vantaggi come il miglioramento dell’equilibrio e i riflessi; senza dimenticare glutei, spalle e addominali più tonici!

Che cosa aspettate? Tutti a bordo e… buon divertimento!

Marco Meneghetti

Il calcio… non solo nel latte!

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Il calcio… non solo nel latte!

Nutrirsi con equilibrio, Calcio

Il calcio è il minerale più abbondante nell’organismo, trovandosi essenzialmente nelle ossa e nei denti.

E’ importante la sua assunzione attraverso la giusta alimentazione, soprattutto finalizzata al mantenimento della salute delle ossa. Le ossa infatti sono continuamente sottoposte a processi di modellamento, che prevede il riassorbimento e la deposizione di calcio.

Solo una piccola parte di questo minerale, circa l’1%, è coinvolto in altre funzioni: contrazione muscolare, trasmissione nervosa, secrezione ormonale.

Dove troviamo il calcio

La principale fonte alimentare di calcio è rappresentata da latte e derivati: yogurt, latte fermentato, formaggi.
Ma non solo formaggi, perchè studi recenti hanno dimostrato che il consumo abbondante di derivati del latte può perfino sottrarre calcio all’organismo, a causa di un’eccessiva acidificazione

– Nel mondo vegetale è presente in numerosi ortaggi, precisamente quelli a foglia verde: bietole, catalogna, rucola, cavolo riccio (anche chiamato kale), broccoli.

– Semi di sesamo, di chia e di lino sono tra gli alimenti più ricchi di calcio: perfetti da aggiungere a colazione o nelle insalatone.

– Le mandorle, oltre ad apportare proteine, vitamina E e potassio, sono una preziosa fonte di calcio. Potete prendere l’abitudine di aggiungere delle mandorle alla vostra merenda, perchè no!

– Tra la frutta, fichi e albicocche (soprattutto disidratate) ne contengono una buona parte. E non dimentichiamoci le arance: una spremuta aiuta non solo a fare il pieno di vitamina C, ma anche di calcio

– I legumi, soprattutto quelli secchi come ceci, lenticchie, fagioli bianchi. Anche il tufo, prodotto derivato dalla soia, ha un buon contenuto di calcio

– Anche pesce e molluschi ne contengono una buona dose, soprattutto sardine, alici, acciughe, vongole e cozze.

– Una fonte di calcio spesso sottovalutata e presa poco in considerazione è l’acqua, che ne contiene una buona dose ben assimilabile, che permette di raggiungere più facilmente il fabbisogno quotidiano.

Carenze e eccessi
Carenze di calcio, se sottovalutate, possono avere conseguenze anche gravi. I primi sintomi includono addormentamento delle dita, crampi, sonnolenza e anomalie del battito cardiaco. Nel lungo periodo si può inoltre andare incontro a osteopenia e, in seguito, a un’osteoporosi con aumento del rischio di fratture.

Dall’altra parte, invece, eccesso di calcio può causare la formazione di calcoli renali e interferire con l’assorbimento di altri nutrienti, quali ferro e zinco.
Dall’altra parte, invece, eccesso di calcio può causare la formazione di calcoli renali e interferire con l’assorbimento di altri nutrienti, quali ferro e zinco.

Per un miglior assorbimento…
Per un buon apporto di calcio non è sufficiente integrare la propria alimentazione con alimenti ricchi di calcio, bisogna adottare anche alcuni accorgimenti per assimilare meglio questo fondamentale micronutriente.
In particolare:
Evitare l’assunzione di alimenti ricchi di calcio insieme ad alimenti ricchi di ossalati come spinaci, rape, caffè, tè perché queste sostanze ne impedirebbero l’assorbimento.Ad es. abbinare formaggio e spinaci, significa sprecare una parte del calcio contenuta nel latticino.
Ridurre l’uso del sale da cucina:il sodio in eccesso fa aumentare la perdita di calcio con l’urina.
Evitare di consumare un’elevata quantità di proteine perché aumentano l’eliminazione di calcio con le urine
Non eccedere con gli alimenti integrali o ricchi di fibre perché un giusto apporto è salutare, ma possono ridurre l’assorbimento di calcio.
Limitare gli alcolici perché diminuiscono l’assorbimento di calcio e riducono l’attività delle cellule che “costruiscono l’osso”.
(fonti: Ministero della Salute)

Due alleati preziosi per la salute delle ossa, oltre al calcio, sono il sole e la vitamina D, che aiuta il corpo ad assorbire il calcio proveniente dai cibi ingeriti ed agisce nei processi di rimodellamento osseo.

Aiuta le tue ossa con una buona alimentazione!

Francesca Oggionni
Dietista libero professionista
“Credo fermamente che un'alimentazione equilibrata
sia essenziale per ritrovare il nostro benessere.”
Mi sono Laureata in Dietistica presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Alimentazione e Nutrizione Umana presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode.

Attualmente pratico l’attività di libera professione a Rivolta d’Adda (CR) e in altre strutture dove svolgo visite dietetiche ambulatoriali; frequento l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, collaborando con la dietista dott.ssa Manuela Pastore.

Alla scoperta del plogging

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Quando il benessere incontra l'ambiente:
alla scoperta del plogging

Ambiente, Plogging

Ami fare attività fisica ma desideri anche fare qualcosa per l’ambiente? Da qualche tempo esiste uno sport in grado di combinare le due cose: il plogging. Questa curiosa disciplina di origine svedese si sta diffondendo rapidamente in tutto il mondo, scopriamo di che cosa si tratta!

Plocka upp!

Il termine plogging deriva dalla fusione tra le parole plocka upp (“raccogliere” in lingua svedese) e l’inglese jogging. La sua nascita come attività organizzata è recentissima, e risale al 2016 per mano di un appassionato di corsa e fitness di nome Erik Ahlström. Grazie al dinamismo dei movimenti effettuati, che alla corsa uniscono il piegarsi, il saltare e il compiere scatti improvvisi, il corpo beneficia di una serie di azioni dove non conta la semplice corsa, ma nelle quali è fondamentale avere anche un buon coordinamento fisico e una notevole prontezza di riflessi. Il tutto senza seguire set di esercizi preordinati, ma semplicemente adattandosi alle condizioni da affrontare per raccogliere il pericoloso “bottino”: una bottiglia in plastica gettata in un avvallamento del terreno, cartacce o altri rifiuti sparsi sul prato, miriadi di mozziconi di sigaretta lasciati a terra da qualche maleducato. Ma non solo: oltre ai benefici fisici vi sono anche quelli psicologici, e la consapevolezza di compiere una buona azione per noi, per l’ambiente e per gli spazi immersi nel verde che sono patrimonio di tutti, e come tali andrebbero gestiti e rispettati.

E in Italia?

Anche se la culla del plogging rimane il Nord Europa, e in Scandinavia si può ormai parlare di vero e proprio movimento, la tendenza sta ormai invadendo tutto il pianeta: ogni giorno i social network sono popolati dall’hastag #plogging accompagnato da immagini che mostrano persone di tutte le età raccogliere spazzatura in perfetta tenuta sportiva, contribuendo così a trasformare i propri parchi e spazi pubblici nelle vere oasi incontaminate che, da sempre, dovrebbero essere. E c’è persino chi propone di trasformare questa disciplina in uno sport olimpico in tempo per i Giochi di Los Angeles del 2028!
Anche nella Penisola, non sono poche le iniziative legate al plogging: l’attenzione dei media è sempre più alta , e le maggiori città italiane sono già state benevolmente contagiate da questa nuova passione: Casale Monferrato, Milano, Bologna, Firenze e Roma sono state le prime pioniere, a cui con il passare del tempo non fanno che aggiungersi nuove località virtuose o idee interessanti che addirittura predatano l’invenzione del plogging, come quella del runner Roberto Cavallo e dei suoi amici, che dal 2015 con il Keep Clean and Run si impegnano a ripulire a passo di corsa ampie porzioni del territorio italiano, o ancora tramite i tanti Ecotrail organizzati sul territorio italiano.

Come abbiamo appena visto, dunque, unire lo sport all’impegno noi confronti della natura si può: e tu, che aspetti?

Si ringrazia la pagina Facebook Plogga per le immagini.

Marco Meneghetti

Pomodoro: rosso per amore

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Pomodoro: rosso per amore

Nutrirsi con equilibrio, Pomodoro

Rossi, tondi e buonissimi: i pomodori sono di stagione da maggio a settembre. Quindi questa è la loro bellissima stagione!

E’ un frutto appartenente alla famiglia delle Solanaceae ed è originario del Messico e dell’America centrale. E’ grazie agli esploratori spagnoli che è arrivano nel resto del mondo, anche da noi.

In Italia è uno degli ingredienti più caratteristici e più presenti in diverse ricette tradizionali: pensiamo alla pizza, ma anche alle melanzane alla parmigiana o alle lasagne. Insomma, noi italiani abbiamo imparato bene come usarlo. E cosa c’è di più buono del profumo della passata di pomodoro che sobbolle in pentola, accompagnata da una buona dose di basilico fresco?

Esistono tantissime tipologie e varietà di pomodori: rossi, gialli, tondi, a forma allungata, piccoli..

Possiamo dividerli così:
– pomodori da insalata: cuore di bue, costituto fiorentino, pomodoro nero di Crimea
– pomodorini: ciliegini, datterini, black cherry, principe borghese, camoni
– pomodori da salsa: tondo romano, San Marzano DOP.

Proprietà
Il pomodoro è un’ottima fonte di antiossidanti. Il più presente è il licopene, che conferisce ai pomodori il loro colore rosso.

Il licopene è un antiossidante che protegge l’organismo dall’azione dei radicali liberi: in particolare sembra che sia potenzialmente utile per proteggere la pelle e, per gli uomini, dal tumore alla prostata. Questo antissidante resiste le temperature e, anzi, è risultato essere molto più biodisponibile dopo la cottura: quindi via libera alla cottura dei pomodori per condire la pasta e farsi il pieno di licopene.

Un altro antiossidante ben presente in questo frutto è la zeaxantina: aiuta a proteggere la vista e le mucose.

Dal punto di vista vitaminico è molto ricco di vitamina C, utile per la vista, e vitamina K, che regola la coagulazione. Di sali minerali ne abbiamo molti: potassio, calcio e fosforo in primis. I pomodori sono un carico di sali e ossalati: questo tende ad avere un effetto negativo sulla ritenzione di liquidi, effetto che può essere ridotto associando della cipolla cruda.

Controindicazioni
L’allergia al pomodoro è una delle più diffuse e può manifestarsi con svariati sintomi: a carico dell’apparato gastrointestinale o con sfoghi cutanei. Se si avvertono sintomi di questo genere può essere utile indagare l’allergia (non l’intolleranza!!!).

Proprio per il loro elevato contenuto di sali minerali, il consumo di pomodoro può interferire con l’assunzione di diuretici: è sempre bene chiedere consiglio al medico.
Inoltre non è infrequente che il consumo di pomodoro venga associato a disturbi gastrointestinali: soprattutto pazienti che soffrono di intestino irritabile o diverticolosi possono avere qualche effetto collaterale consumando pomodori. Per questi pazienti sempre meglio eliminare i semi e consumarli cotti, ammorbidendo la pelle.

In cucina
Sono tantissime le ricette con i pomodori, soprattutto nella stagione estiva: una semplice insalata di pomodorini con basilico e olio extravergine d’oliva; bruschette che possono accompagnare un pasto; pomodori ripieni. Un abbinamento must dell’estate è, come sempre, pomodori e mozzarella nella famosa Caprese. E’ un piatto fresco, ma erroneamente considerato “leggero”: la mozzarella non è un formaggio magro e il suo frequente consumo non è consigliato. Inoltre l’unione di pomodoro e mozzarella, per la grande quantità di sali minerali contenuti, non è adatto a chi è soggetto a ipotensione, intensa sudorazione e ritenzione di liquidi.

Per il resto, inserire pomodori nella propria alimentazione estiva è…un’idea fantastica!

Francesca Oggionni
Dietista libero professionista
“Credo fermamente che un'alimentazione equilibrata
sia essenziale per ritrovare il nostro benessere.”
Mi sono Laureata in Dietistica presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Alimentazione e Nutrizione Umana presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode.

Attualmente pratico l’attività di libera professione a Rivolta d’Adda (CR) e in altre strutture dove svolgo visite dietetiche ambulatoriali; frequento l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, collaborando con la dietista dott.ssa Manuela Pastore.

Estate, tempo di acqua fitness!

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Estate, tempo di acqua fitness!

Benessere, Acqua, Sport

Oggi vi raccontiamo un’attività per tutte le stagioni e per tutte le età, ma che con il calore estivo diventa ancora più bella da praticare, meglio se all’aperto: l’acqua fitness! Il termine, di per sé, ha diversi significati, e indica tutta una serie di discipline praticabili in acqua per fare movimento e mantenere il benessere del proprio corpo.

acqua fitness

Benefici… a ondate!
Grazie al fatto di svolgersi in acqua, l’acqua fitness consente al nostro corpo di ottenere numerosi benefici: rinforza i muscoli, riduce la pressione sanguigna e regolarizza il battito cardiaco. La resistenza esercitata dall’acqua permette di svolgere uno sforzo fisico notevole, consumando tra le 300 e le 500 calorie in mezz’ora di esercizio, ma al tempo stesso previene stress e irrigidimento. Inoltre, praticare l’acqua fitness è particolarmente indicato per tutti coloro che stanno seguendo un percorso di riabilitazione dopo un incidente, nonché –grazie alla fluidità dei movimenti e alla riduzione del peso percepito in acqua- alle donne in gravidanza e alle persone in sovrappeso. Per queste stesse ragioni, fare ginnastica in acqua è un toccasana per chi soffre di lombalgia, e per combattere la cellulite.

acqua fitness

Come allenarsi?
Ma cosa prevede una sessione di acqua fitness? Naturalmente, esistono tantissimi modi per svolgere esercizi ginnici in acqua. A titolo di esempio, possiamo dire che un circuito tipo prevede dello stretching a bordo vasca e un breve riscaldamento (circa quindici minuti) eseguito nuotando o camminando in acqua, seguito da un ciclo di esercizi aerobici da eseguire ripetutamente a intervalli di trenta secondi o un minuto. Tra questi, sono particolarmente utili la corsa sul posto (slanciata o a ginocchia rialzate), le sforbiciate in avanzamento, e una sequenza di salti in raccolta o liberi. Il circuito andrebbe ripetuto più volte, al termine di ogni ciclo di esercizi: iniziate con circa due o tre ripetizioni per poi aumentare nel corso degli allenamenti successivi, noterete grossi benefici anche nelle vostre capacità di resistenza!

Che aspettate? È ora di tuffarsi!

Marco Meneghetti

Omega-3 e pesce

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Omega-3 e pesce

Nutrirsi con equilibrio, Omega 3

A chi di voi non è mai stato detto “mangia il pesce che fa bene!”?
Oltre a contenere una buona dose di proteine di origine animale e sali minerali, il pesce ha un ottimo contenuto di acidi grassi polinsaturi, principalmente Omega-3.

Si sente tantissimo parlare di Omega-3, ma cosa sono per la precisione?
Si tratta di grassi polinsaturi a lunga catena, essenziali per la nostra salute e il mantenimento della salute delle cellule.

Gli Omega-3 sono sostanze antinfiammatorie e sono in grado di ridurre i fattori di rischio correlati a eventi coronarici e cardiovascolari. Tradotto? Fanno bene al cuore! Proteggono anche le cellule dall’invecchiamento e migliorano la memoria e la concentrazione nei bambini.

Nel gruppo di grassi polinsaturi fanno parte anche gli Omega-6. Vediamo la differenza:
– Gli Omega-3 sono contenuti nel grasso di pesce; nelle noci e nei semi di lino. delle fusa famiglia fanno parte diversi acidi grassi: DHA, EPA e ALA.
– Gli Omega-6 sono contenuti negli olii vegetali (olio di girasole, di colza, di soia)

E’ importante mantenere un corretto rapporto tra Omega-3 o Omega-6 perché si possa manifestare un effetto antinfiammatorio utile per la salute. Questo significa che un apporto tanto superiore o tanto inferiore al necessario di una delle due serie di Omega può potenzialmente determinare uno squilibrio, che può avere effetti negativi sulla salute.

Il rapporto Omega-3 – Omega-6 più benefico per la salute dovrebbe essere intorno a 1:3 (3 grammi di Omega-6 ogni grammo di Omega-3). Fatto sta che attualmente, con la nostra alimentazione occidentale, questo rapporto è altamente sbilanciato verso un eccesso di Omega-6 (mediamente si parta di un rapporto 1:10).

Per riportare l’equilibrio tra le parti, risulta essere fondamentale ridurre l’apporto di Omega-6, riducendo il consumo di alimenti industrializzati (che contengono grandi quantità di oli vegetali raffinati) e aumentando il consumo di pesce, ricco invece di Omega-3.

Come aumentare l’apporto di Omega-3?
Gli acidi grassi Omega-3 sono generalmente poco presenti nella dieta occidentale, mentre sono più presenti nelle alimentazioni ricche di pesce di altre popolazioni.
Quale pesce scegliere per aumentare l’apporto di Omega-3?
Innanzitutto la frequenza: il consiglio, per gli onnivori, è di consumare pesce almeno 2-3 volte a settimana. 
Preferire pesce azzurro, di piccole dimensioni (così non immagazzina mercurio) ed è il più prezioso dei regali che possiamo trovare nei nostri mari. Con “pesce azzurro” intendiamo: acciughe, sardine, aringhe, sgombro. Inoltre anche merluzzo e salmone selvaggio, pur non essendo azzurro, sono consigliati per aumentare l’apporto di Omega-3.

E’ meglio invece limitare il consumo di tonno (sia in scatola che fresco), pesce spada ed altri pesci di grossa taglia: vivono di più e assorbono più inquinanti dalle acque

Il pesce surgelato mantiene le stesse caratteristiche del pesce fresco, quindi può essere un valido sostituto.

Anche il pesce affumicato o in salamoia mantiene le stesse proprietà, ma si accompagna a una buona dose di sale: usatelo come ingrediente per primi piatti o insalate, evitando di aggiungere altro sale.

Per i vegetariani e i vegani, l’olio di semi di lino (purchè mantenuto in frigorifero), semi di lino tritati o ammollati, noci e altra frutta secca possono rappresentare ottime fonti di Omega-3.

Arricchite la vostra alimentazione con questi ingredienti e potreste non aver bisogno di integrare gli Omega-3 con integratori specifici!

Francesca Oggionni
Dietista libero professionista
“Credo fermamente che un'alimentazione equilibrata
sia essenziale per ritrovare il nostro benessere.”
Mi sono Laureata in Dietistica presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Alimentazione e Nutrizione Umana presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode.

Attualmente pratico l’attività di libera professione a Rivolta d’Adda (CR) e in altre strutture dove svolgo visite dietetiche ambulatoriali; frequento l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, collaborando con la dietista dott.ssa Manuela Pastore.

Anguria a volontà!

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Anguria a volontà!

Nutrirsi con equilibrio

E’ il frutto dell’estate per antonomasia.
Sia per il suo colore, così rosso e invitante, sia per la sua dolcezza e la sua freschezza.

Anche chiamata cocomero o, per i più scientifici, Citrullus lanatus, appartiene alla famiglia delle Cucurbitaceae (di cui fanno parte anche la zucca, la zucchina, il melone, il cetriolo) e proviene dall’Africa tropicale.

La sua polpa, molto dolce e dal gusto delizioso, contiene il 95% di acqua e il 5% di zuccheri e apporta circa 15 kcal per 100 grammi di parte edibile. La scelta una fetta di anguria come spuntino è utile per l’idratazione del corpo e può essere anche preferita da chi deve mantenere il controllo all’ago della bilancia grazie al suo ridotto apporto calorico. Nella sua fresca polpa non oltre e acqua e zuccheri c’è di più, molto di più: non mancano sali minerali e vitamine.
La quota vitaminica è rappresentata dalle vitamine del gruppo B, utili per la produzione di energia, ma in particolare dalla vitamina C, per la nostra pelle, dalla vitamina A e dai carotenoidi, contro l’invecchiamento. Il carotenoide con maggior effetto antiossidante che l’anguria contiene è il licopene, famoso per essere presente nei pomodori e che conferisce la pigmentazione rossa del frutto. La sua azione antiossidante è molto potente e garantisce una particolare protezione alle cellule, svolgendo un’azione antinvecchiamento e antitumorale.

Il frutto è anche ricchissimo di sali minerali: potassio in particolare (280 mg/100g), ma anche magnesio, fosforo e ferro. La buona presenza di potassio e magnesio è utile nel combattere i tipici malesseri dovuti alla stagione calda, come capogiri, crampi, spossatezza: quindi via libera all’anguria quando il caldo si fa sentire! Come se non bastasse è utile per contrastare l’insorgenza di ritenzione idrica, della maledetta cellulite e alleata nel conferire leggerezza alle gambe.

La citrullina
Un nome che fa sorridere, ma una forza senza pari. Da numerosi studi, questo amminoacido presente nell’anguria, sembrerebbe aiutare a prevenire l’ipertensione e a favorire la salute cardiovascolare. E non è finita qui la potenza della citrullina. L’amminoacido in questione è precursore dell’arginina, un altro amminoacido che nel nostro organismo viene ossidato per la formazione dell’ossido di azoto con azione vasodilatatrice. Questa sua azione non è solo utile nel contrastare la pressione alta, ma ha anche un effetto sulla disfunzione erettile. Sono necessarie dosi elevate di citrullina (e quindi di anguria) non paragonabili a quelle presenti nei farmaci utilizzati a tale scopo, ma….perchè non farsi aiutare anche da questo buonissimo frutto?

A chi non è adatta?
Ci sono persone che non riescono a tollerare questo frutto, che soffrono di gonfiore addominale o che hanno delle vere reazioni simil allergiche. Infatti, per la tipologia di fibre, non è adatta a chi soffre di intestino irritabile e chi soffre di allergia alle graminacee, per una reazione crociata, può non riuscire a tollerare a pieno questo frutto (così come per melone e cetrioli).
Ai fini di evitare l’effetto lassativo, è utile eliminare tutti i semi neri prima di mangiarla.

Una fetta di anguria è quindi perfetta per le vostre merende estive: fatela a fettine sottili e infilzate la buccia su uno stecchino di legno: sarà come mangiare un ghiacciolo, e anche i più piccoli non faranno fatica! Un’altra idea pratica e ricavarne delle palline dalla polpa aiutandosi con uno scavino…verranno fuori delle coppette super colorate e freschissime. Un abbinamento super? Con delle foglioline di menta fresca!

Francesca Oggionni
Dietista libero professionista
“Credo fermamente che un'alimentazione equilibrata
sia essenziale per ritrovare il nostro benessere.”
Mi sono Laureata in Dietistica presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Alimentazione e Nutrizione Umana presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode.

Attualmente pratico l’attività di libera professione a Rivolta d’Adda (CR) e in altre strutture dove svolgo visite dietetiche ambulatoriali; frequento l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, collaborando con la dietista dott.ssa Manuela Pastore.