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Il potere dell’acqua detox: sgonfiante e anticellulite

Il potere dell’acqua detox:
sgonfiante e anticellulite

Nutrirsi con equilibrio

Bevi ogni giorno acqua in abbondanza! È questa la quinta raccomandazione delle “Linee guida per una sana alimentazione italiana”. Ma quanta? E quale?

Il nostro organismo non è solo l’unione di ossa, muscoli e organi, ma è costituito anche da acqua, anzi, soprattutto da acqua. Rappresenta infatti, circa il 65% del peso corporeo di un individuo adulto.

Perché l’acqua è così importante?

L’acqua è essenziale per la nostra sopravvivenza: per lo svolgimento di tutti i processi fisiologici e le reazioni biochimiche, agisce da solvente per molti nutrienti, svolgendo un ruolo essenziale nella digestione e nell’assorbimento e nel trasporto dei nutrienti.

L’acqua è anche il mezzo attraverso cui il nostro organismo elimina le scorie metaboliche e i liquidi in eccesso!

La ritenzione di liquidi, soprattutto a livello delle gambe, è dovuta principalmente ad una scarsa efficienza della circolazione linfatica che favorisce il gonfiore e l’accumulo di tossine. Quando si presenta la ritenzione di liquidi, associata anche a cellulite, si tende a bere poco per paura di peggiorare il gonfiore. In realtà l’eliminazione dei liquidi si regola in base alla loro introduzione.

Il risultato? Meno si beve e più si favorisce l’accumulo di liquidi dal momento che il nostro corpo cerca di mantenere inalterato il suo equilibrio, diminuendo le uscite a causa delle entrate limitate.

L’eccessivo accumulo di liquidi nel nostro corpo porta con sé tutta una serie di conseguenze: senso di gonfiore, pesantezza delle gambe, stanchezza (soprattutto a fine giornata) e la tanto temuta e odiata cellulite.

Bere molta acqua è quindi una buona abitudine per “alleggerirsi”, depurarsi e drenare i liquidi accumulati nei tessuti che causano la comparsa di ritenzione e cellulite.

Le acque migliori per raggiungere questo obiettivo sono le acque oligominerali o mediamente mineralizzate. Queste hanno il pregio di depurare le vie urinarie ed epatiche, favorendo l’eliminazione dell’acido urico e aiutano la circolazione sanguigna a livello capillare, eliminando scorie (come ad esempio l’acido lattico) che andrebbero ad alimentare il problema.

Inoltre un’acqua lievemente alcalina, contribuisce a mantenere un buon equilibrio idrosalino cellulare e a detossificare l’organismo dalle scorie e dai radicali liberi. Il risultato può essere ottimizzato dalla presenza, nell’acqua, di antiossidanti forniti da frutta ed erbe aromatiche.

 

Di seguito 5 semplici ricette di tisane drenanti e acque aromatizzate: sono preparate con erbe dotate di particolari caratteristiche, fra cui quelle di favorire la diuresi e di migliorare la  funzionalità circolatoria

1. Tisana alla betulla e vite rossa

Miscelate 20 grammi di foglie di betulla e 20 grammi di foglie di vite rossa. Lasciate in infusione 3 cucchiaini di preparato in una tazza di acqua bollente (200 ml) per circa 5-7 minuti, prima di essere filtrata e consumata 

2. Tisana ai peduncoli di ciliegio e tè verde

Miscelate 20 g di peduncoli di ciliegio con 20 g di tè verde in foglie e 10 g di malva (fiori e foglie). Lasciate in infusione 3 cucchiaini di preparato in una tazza di acqua bollente (200 ml) per circa 5-7 minuti, prima di essere filtrata e consumata

3. Acqua aromatizzata al limone e zenzero

Mettete il limone tagliato a pezzi e la radice di zenzero schiacciata in un contenitore di vetro. Usate un cucchiaio di legno per pressare la frutta di modo che parte del succo venga liberata. Riempite di acqua e lasciate macerare lil limone e lo zenzero per un paio d’ore prima di berla.

4. Acqua aromatizzata alle fragole, mirtilli, salvia e vaniglia

Mettete le fragole e i mirtilli in un contenitore di vetro. Con il minipimer frullatele leggermente oppure usate un cucchiaio di legno per pressare la frutta. Riempite di acqua, aggiungete due foglie di salvia e una punta di vaniglia in polvere. Lasciate macerare per un paio d’ore e mescolare prima di servirla.

5. Pompelmo rosa e rosmarino

Mettete il pompelmo tagliato a pezzi in un contenitore di vetro schiacciandolo con un cucchiaio di legno. Riempite di acqua, aggiungete un rametto di rosmarino lavato. Lasciate macerare per un paio d’ore e mescolare prima di servirla.

 

Articolo a cura di:

Francesca Oggionni
Dietista libero professionista
“Credo fermamente che un'alimentazione equilibrata
sia essenziale per ritrovare il nostro benessere.”
Mi sono Laureata in Dietistica presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Alimentazione e Nutrizione Umana presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode.

Attualmente pratico l’attività di libera professione a Rivolta d’Adda (CR) e in altre strutture dove svolgo visite dietetiche ambulatoriali; frequento l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, collaborando con la dietista dott.ssa Manuela Pastore.

Idratazione e sport: perché l’una non può vivere senza l’altro

Idratazione e sport:
perché l’una non può vivere senza l’altro?

Perché l’idratazione è importante?

L’idratazione fa parte dell’alimentazione. Tuttavia, Spesso quando si parla di alimentazione ci si riferisce solo al cibo, dimenticandosi dell’importanza dell’idratazione nella nostra vita quotidiana. Infatti, la quantità di acqua che produce il nostro metabolismo non è sufficiente a soddisfare il fabbisogno giornaliero, ma i liquidi sono un nutriente essenziale e vanno quindi introdotti dall’esterno.

 

Avete mai sentito parlare di bilancio idrico?

Con questo termine si intende l’insieme dei processi che consentono di bilanciare l’assunzione e la perdita di liquidi nel corso di una singola giornata. È necessario che l’equilibrio tra acqua in entrata e in uscita sia bilanciato in maniera accurata, affinché siano mantenuti sia il volume dell’acqua totale, sia concentrazioni di sostanze in soluzione.

L’acqua infatti è un solvente, che ha la funzione di trasportare i principi nutritivi in tutte le cellule. Inoltre, questo liquido prezioso ha la funzione di promuovere la digestione, garantire la termoregolazione ed eliminare le scorie dal nostro organismo tramite l’aiuto di alcuni organi.

Se l’uomo può sopravvivere fino a quindici giorni senza cibo, al contrario, senza acqua non può vivere più di qualche giorno. Infatti, la disidratazione diminuisce il volume plasmatico, l’attività cardiaca, la sudorazione e la capacità di resistenza.  L’organismo quindi cerca di regolare l’apporto e la cessione di liquidi, per mantenere un equilibrio nell’ambiente intra ed extra cellulare, evitando danni all’organismo.

Durante l’attività fisica la perdita di liquidi può aumentare esponenzialmente, soprattutto a causa della sudorazione. Le proporzioni di tale perdita varia a seconda della durata e dell’intensità e del tipo di sforzo fisico, e naturalmente dipende della temperatura dell’ambiente nel quale si pratica l’attività. Ad esempio, un maratoneta avrà bisogno di un reintegro fortemente maggiore rispetto a una persona che va in palestra due volte a settimana. Allo stesso modo, un nuotatore avrà bisogno di idratarsi in modo diverso da un pallavolista. Perciò, le condizioni in cui si pratica sport fanno la differenza.

Cosa succede se non si compensa la perdita di liquidi dovuta all’attività sportiva?

In questi casi si rischia uno stato di ipoidratazione. Questo significa che in tutto l’organismo vi è una riduzione del quantitativo d’acqua, soprattutto nel sistema circolatorio. Durante l’attività fisica il corpo dello sportivo, aumenta la propria temperatura interna, a causa della produzione di energia da parte delle cellule muscolari. L’eccesso di calore deve essere smaltito affinché non diventi un limite alla prestazione, ma questo avviene tramite irradiazione, conduzione e convezione, aria espirata e traspirazione. Anche lo smaltimento di calore determina espulsione di liquidi, che dovranno quindi essere reintegrati.

Quando e come deve idratarsi uno sportivo?

È bene che ogni individuo assuma almeno 1,5 litri di acqua al giorno. Gli sportivi dovrebbero, per i motivi sopra descritti, arrivare a consumare almeno a 2 litri di acqua al giorno. A seconda della stagione in cui ci si trova e del tipo di sport praticato, le condizioni sono differenti. In linea di massima, è bene non bere più di un bicchiere d’acqua durante i pasti, affinché non venga rallentata la digestione, perciò, è consigliato distribuire l’assunzione durante il resto della giornata. Anche nel pre allenamento è meglio non assumere troppi liquidi poiché può aumentare la diuresi. Dopo l’esercizio fisico, invece, devono essere reintegrati i liquidi persi in abbondanza, sia per permettere il recupero di glicogeno da parte del muscolo, sia per eliminare le scorie e i prodotti di scarto delle reazioni avvenute durante lo sforzo.

Quale acqua scegliere?

Ciò che raccomando sempre è di fare un’accurata ricerca per trovare la propria acqua. Spesso si sente fare riferimento al sodio presente all’interno dell’acqua, ma a meno che non abbiate patologie specifiche (quali calcoli o problemi intestinali) ciò che vi consiglierei di considerare sono invece il PH dell’acqua e il residuo fisso. Un PH basico ( > 7.5 ), può aiutare a mantenere il corpo in equilibrio, così come un residuo fisso non troppo elevato (< 150 mg/l ). Infatti, il residuo fisso indica la parte solida, cioè la quantità di sali minerali presenti, dopo la completa evaporazione dell’acqua a 180°.

 

 

I miei consigli:

1.  Tieni a portata di mano una bottiglietta di acqua e assicurati di consumarla entro 3 ore;

2. Non ti preoccupare se bere più acqua, ti porterà a fare più volte la pipi;

3. Limita il consumo di liquidi durante i pasti a un solo bicchiere di acqua;

4. Non consumare caffeina e bevande contenti quest’ultima durante i tuoi allenamenti o subito prima;

5. Ricordati che tisane, te, bevande calde non sostituiscono il consumo d’acqua;

6. Anche se non hai sete sforzati di bere, come si suol dire “la sete vien bevendo”;

7. Ricordati che la prestazione ottimale dipende anche dal bilancio idrico.

Per la prossima settimana porta attenzione e consapevolezza al tuo rapporto con l’acqua. Chiediti se bevi a sufficienza e prova a vedere come cambiano la tua vita, le tue performance e il tuo stato di benessere con un’idratazione adeguata.

A fine sera chiediti sempre se hai bevuto acqua a sufficienza. Se per caso non l’hai fatto, ricordati, da domani di correggere il tiro 😉

 

Articolo a cura di:

BEATRICE MAZZA
Personal trainer
“Un corpo è sano solo se nutrito ed allenato
nel modo giusto ma non c’è benessere reale se non
si cura anche la dimensione mentale e interiore.”
Laureata nel 2015 in scienze motorie e certificata personal trainer Issa Eu e running coach. Tuttavia dopo aver lavorato per due anni come trainer mi sono accorta che nel mio modo di prendermi cura del corpo delle persone mancava una parte importante. Così prima la mia certificazione come mindfulrunning coach e poi quella di yoga Teacher 200YT (2016), hanno contribuito alla mia specializzazione nel settore.

Il cibo: potere acidificante o alcalinizzante?

Il cibo:
potere acidificante o alcalinizzante?

Nutrirsi con equilibrio

Esistono alimenti che contrastano lacidità?

Prima di parlare di acidosi dal punto di vista alimentare, è doveroso fare una premessa e dare qualche spiegazione, affrontando il discorso a tutto tondo. 

Il nostro organismo, quando in salute, si trova in un delicato equilibrio che può essere perturbato. Cosa può far vacillare questo equilibrio? Tutto, anche le cose più banali, come mangiare e camminare in mezzo allo smog cittadino. A far fronte a questi atti quotidiani il corpo è ormai esperto e riesce a riequilibrarsi benissimo.

Quando però gli stimoli diventano eccessivi e insopportabiliil nostro corpo si trova in difficoltà e perde la sua capacità riequilibrante: ciò fa sì che si accumulino sostanze acide nei tessuti che, se reiterate nel tempo, possono portare a una condizione definita acidosi metabolica. Le sostanze che si accumulano possono derivare da unalimentazione scorretta, uso di farmaci, uneccessiva e scorretta attività fisica, carenze nutrizionali, stress, eccesso di alcol e sostanze nervine come caffè. Diversi i sintomi: stanchezza, difficoltà di concentrazione, nervosismo, dolori alle articolazioni, mal di testa, borse scure sotto agli occhi, cute secca. I motivi? La perdita di minerali

La dieta alimentare influisce sullo stato di acidosi metabolica. In generale un alimento può essere acidificante oppure alcalinizzante, quindi contrastare lacidosi: carboidrati e proteine sono acidificanti, i grassi sono pressoché neutri (ad eccezione degli oli raffinati sottoposti a processi industriali), sali minerali di frutta e verdura e spezie sono altamente alcalinizzanti.

Questo non è da interpretare come un divieto a mangiare gli alimenti acidificanti, ma linvito è quello di trovare un equilibrio e bilanciarli con la giusta dose di alimenti alcalinizzanti.

In pratica:

1. Portare in tavola ad ogni pasto una buona porzione di verdura, fresca e di stagione.
2. Mangiare frutta durante la giornata, lontano dai pasti
3. Tra la frutta secca, mandorle, noci e nocciole sono maggiormente alcalinizzanti
4. Acquistare solamente prodotti di stagione, locali, freschi. Evitare prodotti in scatola, già pronti, surgelati
5. Via libera alle spezie e alle erbe aromatiche, che vanno usate ad ogni pasto per dare sapore e donarci antiossidanti che contrastano lacidosi
6. Prediligere cereali non raffinati, soprattutto scegliendo quinoa, grano saraceno, miglio, amaranto: sono meno acidificanti rispetto a riso bianco e pasta
7. Consumare dolci con moderazione perché, a causa del contenuto di zuccheri e farine, sono acidificanti. Eccezion fatta per il cioccolato fondente
8. Evitare lacquisto di prodotti industriali ottenuti con farine raffinate, zuccheri semplici e oli raffinati: mantenere unalimentazione il più naturale possibile
9. Tra i latticini: il latte e i formaggi sono molto acidificanti, mentre lo yogurt intero bianco e la ricotta sono lievemente alcalini
10. Usare olio extravergine doliva come grasso da condimento principale
11. Bere acqua, almeno 2 litri al giorno, evitando quella del rubinetto (ricca di cloro), ma oligominerale e con un pH basico (intorno all8)
12. Alcolici, succhi di frutta e bevande gassate sono acidificanti. Così come i caffè e tè di scarsa qualità, solubili e in bustina
13. Usare spezie e erbe aromatiche durante la cottura, riducendo luso del sale da cucina, preferendo comunque il sale integrale marino
Ribadisco: significa che non si potrà più mangiare il salmone al forno o un bel piatto di pasta con le cime di rapa? No, ma è necessario trovare un giusto equilibrio!
Ad esempio, se volete cucinare una bella zuppa di legumi, non dimenticate di aggiungere qualche verdura che servirà a bilanciare lacidità, come broccoli, cavolo o spinaci. Per la pasta o i cereali in generale va bene accompagnarci quasi tutto, ma qualche verdura è sicuramente meglio. A carne e pesce, bisogna abbinare sempre molta verdura fresca o bollita.

Menù alcalinizzante

Colazione: Yogurt bianco  con frutta cotta e cannella + qualche mandorla

Spuntini: Frutta fresca/estratto di frutta con cannella e pepe

Pranzo: Miglio alla curcuma con broccoli e pinoli tostati

Cena: Zuppa di lenticchie e zucca speziata con un contorno di spinaci spadellati

 Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo: non costituiscono e non provengono né da prescrizione né da consiglio medico.

 

Articolo a cura di:

Francesca Oggionni
Dietista libero professionista
“Credo fermamente che un'alimentazione equilibrata
sia essenziale per ritrovare il nostro benessere.”
Mi sono Laureata in Dietistica presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Alimentazione e Nutrizione Umana presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode.

Attualmente pratico l’attività di libera professione a Rivolta d’Adda (CR) e in altre strutture dove svolgo visite dietetiche ambulatoriali; frequento l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, collaborando con la dietista dott.ssa Manuela Pastore.

I Maya e la conservazione dell’acqua: il chultun, un antico capolavoro di ingegneria idrica

I Maya e la conservazione dell'acqua:
il chultun, un antico capolavoro di ingegneria idrica

Design, Architecture, Place

I ricercatori dell’Università di Cincinnati Jeffrey Brewer e Christopher Carr hanno scoperto un’intensa attività di stoccaggio idrico concentrata nella zona di Yaxnohcah, nello Yucatan (Messico): secondo i risultati delle loro ricerche, pubblicati recentemente su numerose riviste scientifiche, le popolazioni locali avrebbero conosciuto e impiegato tecniche di conservazione dell’acqua almeno fin da 900 a.C., durante il cosiddetto Periodo Preclassico della civiltà maya.

L’impiego di LiDAR (Light detection and Ranging), una tecnologia di geo-localizzazione avanzata che permette di eseguire una mappatura aerea estremamente dettagliata, ha permesso l’individuazione di 100 bacini nell’area interessata, di cui solamente cinque sono stati finora portati alla luce: un’importantissima scoperta che si aggiunge a simili ritrovamenti occorsi negli anni passati in altre zone dello Yucatan.

I serbatoi sotterranei, chiamati in lingua maya “chultun” (da chulub, acqua piovana e tun, pietra), sarebbero stati utilizzati per raccogliere e conservare ampie quantità di acqua da impiegare durante la stagione arida, in media lunga circa sette mesi; una misura decisamente importante nelle aree prive di accesso a vene acquifere.

La maggior parte di questi chultun, specialmente nella regione interessata dalle ricerche di Brewer e Carr, possiede una forma che richiama quella di una bottiglia, con un collo sottile e un corpo cilindrico più ampio, e un diametro compreso tra 40 centimetri (collo) e sei metri (la cisterna vera e propria), per un’estensione sotterranea totale di circa tre metri.

 

Il terreno sovrastante, composto perlopiù da accumuli di calcare, veniva ricoperto con uno spesso strato di argilla, necessario a proteggere e impermeabilizzare le risorse, talvolta localizzate vicino case o campi; una sorta di “tappo” che, una volta rimosso, permetteva all’acqua di fluire verso la zona abitata attraverso speciali scanalature.

Molti chultun sembrano aver avuto un significato cerimoniale e religioso, come testimoniato dai numerosi ritrovamenti di figure direttamente incise su di essi: un probabile riferimento alle qualità positive attribuite all’acqua, vista come elemento primitivo legato all’origine della vita, un dono e una fonte di sostentamento fondamentale che, come abbiamo appena visto, ha mantenuto invariata la sua importanza (e la necessità di prendersene cura) nel corso dei secoli.

Iniziare gennaio con il piede giusto: scopri le 6 regole per seminare le basi del cambiamento!

Iniziare gennaio con il piede giusto:
scopri le 6 regole per seminare
le basi del cambiamento!

Gennaio è il mese dei buoni propositi. Quelli per l’anno nuovo, sono tanti e tutti potenzialmente raggiungibili. Se il desiderio di cambiare allora c’è, cos’è che allontana le persone dal raggiungimento dei propri obiettivi?

Le cause principali sono la pigrizia mentale, la mancanza di un percorso costruito ad hoc sulla persona e la fretta di ottenere risultati. La mente infatti, è svogliata per definizione e cambiare abitudini è così difficile proprio perché la vocina interiore che ci parla, tende a voler mantenere immutate le proprie abitudini, buone o cattive che siano. Inoltre spesso nonostante si riesca a vincere la pigrizia iniziale, la scelta di percorsi alimentari troppo ristrettivi o un piano di allenamento non adatto al proprio corpo, portano ad una frustrazione eccessiva, che spinge le persone all’abbandono dell’attività fisica e/o dello stile alimentare. Infine, la terza causa è da ricercare nella fretta con cui si tende a voler vedere i risultati. Magari per mesi, forse anni, si è trascurato il proprio corpo e ora l’aspettativa è che esso reagisca in due settimane a qualche piccolo stimolo positivo. Il percorso è molto lungo e non esistono pillole magiche: bisogna essere pazienti!

Sia che l’obiettivo sia di tipo estetico o che sia basato sulla ricerca di un benessere psicofisico, solo un percorso fondato sull’alimentazione sana affiancata all’allenamento consapevole, possono portarti ai risultati che speri.

Scopri le 6 semplici regole per seminare le basi del cambiamento:

1- Decidi quali sono i tuoi obiettivi
È bene fissare dei punti chiave, sui quali lavorare, per riuscire a vivere gennaio e i suoi impegni in modo sereno e affinché mese dopo mese, passo dopo passo, i risultati arrivino. Prima di tutto chiedetevi quale è il vostro obiettivo a lungo termine ( agosto 2018), dopodiché trovate due obiettivi a medio termine da inserire nella vostra agenda. Siate realisti, non prefiggetevi qualcosa di impossibile, altrimenti la frustrazione sarà certa. Ora che avete scritto sulla vostra agenda gli obiettivi, siete pronti a iniziare il vostro personale cambiamento.

2- Allenamento costante, consapevole e graduale
Fare attività fisica è fondamentale. Non solo per ottenere obiettivi estetici quali dimagrimento, aumento della massa muscolare o tonificazione, ma anche per aumentare il livello di benessere psicofisico. Il mio consiglio è quello di abbinare un’attività cardio, come la corsa o il nuoto, a degli allenamenti muscolari. A seconda di ciò che piace o non piace a una persona sarà possibile costruire la propria routine da seguire. Mi raccomando, non andate a caso, improvvisando, scegliete dei giorni per allenarvi e provate a tenere fede ai giorni prefissati.

3- Esci dalla tua comfort zone

Scendi dal divano, spegni la tv e apri un buon libro, rinuncia ai pasti surgelati e impegnati a cucinare. Esci dalla tua zona di comfort a cui ormai ti sei abituato. Alimenta il tuo benessere psicofisico, mantenendo alti gli stimoli che invii alla tua mente. Quando la pigrizia sta per vincere, ricorda che hai un obiettivo a lungo termine e per ottenerlo bisogna lavorare sodo ogni giorno.

4- Alimentazione varia, equilibrata e consapevole
Se c’è un modo di stare bene è sfruttare gli alimenti e le proprietà contenuti in essi per nutrire mente e corpo. Il conteggio delle calorie non aiuta ed è superfluo. Ciò che è davvero importante è la consapevolezza con cui si scelgono gli alimenti, si cucinano e si abbinano. Il cibo oltre ad essere qualcosa di gustoso e sfizioso, è il nostro carburante. Per allenarsi, ottenere risultati e stare bene è necessario alimentarsi in maniera corretta. Se ti senti stanca e senza energie, prova a limitare il consumo di prodotti contenenti zuccheri aggiunti e materie raffinate e a sostituirli con quelli integrali.

5- Idratazione
Le linee guida parlano chiaro, almeno 2 litri di acqua al giorno. Distribuite il consumo di acqua all’interno di tutta la giornata. Bere le tisane fa bene, ma quelle sono un consumo di liquidi extra. Scegliete un’acqua adatta, con un PH > 7.5 e un residuo fisso moderato.

6- Yoga, benessere fisico e mentale

Se già vi allenate in maniera costante con il fine di ottenere risultati estetici, provate a dedicare del tempo anche alla vostra mente. Respirazione, allungamento muscolare, miglioramento delle articolazioni e dell’equilibrio. Per chi ha una vita stressante, inserire in agenda un’ora di yoga a settimana può portare una svolta nella propria vita.

Siete pronti a iniziare questo 2018, con una nuova carica?

 

Articolo a cura di:

BEATRICE MAZZA
Personal trainer
“Un corpo è sano solo se nutrito ed allenato
nel modo giusto ma non c’è benessere reale se non
si cura anche la dimensione mentale e interiore.”
Laureata nel 2015 in scienze motorie e certificata personal trainer Issa Eu e running coach. Tuttavia dopo aver lavorato per due anni come trainer mi sono accorta che nel mio modo di prendermi cura del corpo delle persone mancava una parte importante. Così prima la mia certificazione come mindfulrunning coach e poi quella di yoga Teacher 200YT (2016), hanno contribuito alla mia specializzazione nel settore.

Mangiare dopo le feste: come iniziare il 2018 con la “forchetta giusta”.

Mangiare dopo le feste:
come iniziare il 2018
con la “forchetta giusta”.

Nutrirsi con equilibrio

Una volta riportate le decorazioni natalizie in cantina, cosa ci resta di questo periodo di feste? Un po’ di pesantezza e una lista di buoni propositi, nella maggior dei casi. Iscriversi a quel corso di pilates, sorridere mentre si cammina per strada, dire grazie, perdere un paio di centimetri di circonferenza vita, cucinare sano e con gusto. Mi piace anche ricordare che non si ingrassa tra Natale e Capodanno, ma tra Capodanno e Natale: significa che se durante tutto l’anno l’alimentazione è sana ed equilibrata, eccedere nei giorni di festa
non è un dramma!Cosa fare per iniziare il 2018 con il piede giusto?

Prima di tutto bisogna eliminare dalla dispensa i rimasugli natalizi: torroni, panettoni, cioccolati, conserve che forse vi hanno regalato, ma che non consumerete (o che non vorreste consumare). Non buttatele, sono certa che ci sono nel vostro paese dei centri di raccolta solidale che riceveranno tutto con grande piacere!

E ora bisogna riempire la dispensa di nuova energia e di nuovi ingredienti: legumi, cereali integrali poco usati (miglio, grano saraceno, amaranto, riso venere), fiocchi d’avena, frutta fresca, verdura di stagione, frutta secca e semi oleosi, grandi scorte d’acqua.

I piatti delle feste sono spesso ricchi di burro, carne rossa, primi piatti elaborati, besciamella, insalata russa, patè, e formaggi: sono questi che andrebbero accantonati nel mese di gennaio, per alleggerirsi e permettere al fegato di riprendere il suo lavoro in maniera eccellente.

Non è utile saltare i pasti e restringere drasticamente la propria alimentazione, perché tutto quello che serve per rimettersi in forma è qualche accortezza, equilibrio e un pochino di pazienza.

La colazione, in primis, è fondamentale e non va mai saltata perché da il giusto input all’organismo: dato che di dolci si è fatta ingordigia, prediligete colazioni meno zuccherate, evitando biscotti e torte. Puntate su yogurt, frutta fresca e fiocchi d’avena; pane di segale con frutta cotta e cannella; porridge d’avena con pera e mandorle a lamelle.

Ogni giorno è utile accompagnare i pasti con porzioni abbondanti di verdura, preferibilmente prima del pasto, inserendola anche cruda. Anche la frutta è importante: un paio di porzioni al giorno da consumare come spuntini, lontano dai pasti per non appesantire troppo la digestione.

Nell’ottica di voler tagliare calorie, ed eliminare qualche rotolino, non eliminate l’olio extravergine d’oliva dalla vostra alimentazione: il corpo non ne trae beneficio. I grassi contenuti nell’olio extravergine, nella frutta secca e nel pesce pescato sono quelli preziosi per la salute e non devono mai mancare. Evitate invece, come anticipato, panna, strutto, burro e tutti gli oli vegetali raffinati (palma, colza, girasole, mais…).

 

Con gli sgarri e gli eccessi natalizi la ritenzione idrica si può far sentire. Per contrastarla e ridurre il gonfiore, è necessario fare attenzione alla quantità di sale usato per la cottura e il condimento, preferendo sempre il sale marino integrale ed evitare i prodotti già ricchissimi di sale come insaccati e formaggi (che saranno stati super presenti durante le feste!!).

Non dimenticatevi soprattutto di bere almeno 1,5-2 litri di acqua alcalina al giorno, perché l’idratazione è, anche in questo caso, fondamentale.

Potete anche aiutarvi con delle tisane drenanti a base di estratti vegetali (tarassaco, centella, betulla, gramigna, finocchio, zenzero, vite rossa).

Ma soprattutto, iniziate l’anno nuovo con il sorriso!

 

Articolo a cura di:

Francesca Oggionni
Dietista libero professionista
“Credo fermamente che un'alimentazione equilibrata
sia essenziale per ritrovare il nostro benessere.”
Mi sono Laureata in Dietistica presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Alimentazione e Nutrizione Umana presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Medicina e Chirurgia, con voto finale 110/110 e lode.

Attualmente pratico l’attività di libera professione a Rivolta d’Adda (CR) e in altre strutture dove svolgo visite dietetiche ambulatoriali; frequento l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, collaborando con la dietista dott.ssa Manuela Pastore.

Abitare (con) gli alberi: 25 Verde

Abitare (con) gli alberi: 25 Verde,
un’oasi sostenibile nel centro di Torino

Design, Architecture, Place

Un edificio a poche centinaia di metri di distanza dal fiume Po, nel cuore del capoluogo piemontese: un vero e proprio luogo sostenibile in grado di agire da filtro tra lo spazio urbano e il verde.
Si tratta di 25 Verde, opera realizzata tra il 2007 e il 2012 da Luciano Pia, architetto torinese, già insegnante ai Politecnici di Milano e di Torino e all’Università di Laval (Canada).
25 Verde nasce dall’esperienza maturata dal suo autore nel mondo dell’architettura del paesaggio, già evidente in numerosi lavori disseminati all’ombra della Mole.
Specializzato in architettura sostenibile, Pia riassume il pensiero alle spalle delle sue realizzazioni architettoniche in 9 punti essenziali, che legano e danno una struttura filosofica a tutte le sue opere: tra questi, spiccano l’attenzione nei confronti del Contesto, la valorizzazione del dialogo tra interni ed esterni, la sostenibilità come punto focale.
L’edificio consiste in 63 unità abitative di dimensioni differenti e ripartite in cinque piani, ognuna dotata di due terrazze per un totale di 7500 metri quadri.
Una caratteristica fondamentale del complesso è il suo essere, essenzialmente, “vivo”: al suo interno si trovano infatti 150 alberi ad alto fusto in grado, assieme a 50 piante disseminate nella restante superficie, di produrre circa 150mila litri di ossigeno ogni ora, mentre ulteriori 200mila litri di anidride carbonica vengono assorbiti nel corso delle ore notturne contribuendo all’abbattimento delle polvero sottili. Nelle parole dello stesso Pia, 25 Verde è concepito come una sorta di foresta abitabile, una casa sugli alberi come quella che tutti i bambini sognano e, talvolta, costruiscono.

E chi dice che i sogni non possano vivere nella realtà?

Si ringrazia Luciano Pia per il materiale fotografico.