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Electric Continent:
viaggio nell’Europa delle auto “green”

Green City, Electric Vehicle, Urban

Negli ultimi mesi, si è tornati a parlare con sempre più insistenza dei veicoli a elettricità, un’alternativa ecologica allo smog e all’inquinamento che da decenni piagano le nostre città.
Per assolvere alle clausole dell’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, stilato nel 2015, è necessario che entro vent’anni venga raggiunto un numero di auto elettriche pari ai 600 milioni di unità: attualmente, però, i veicoli “plug-in” nel mondo sono soltanto poco più di due milioni, pari allo 0,2% del totale. In questo articolo, faremo un viaggio nei Paesi più virtuosi d’Europa in materia, per poi fare ritorno in Italia e descrivere la situazione attuale alle nostre latitudini. Pronti? Si parte!

elettrica Norvegia

Tra i Paesi capofila indiscussi di questo cambiamento va citata senza dubbio la Norvegia. La nazione scandinava vanta infatti il più alto tasso al mondo pro capita di veicoli elettrici, ben 21.5 ogni mille abitanti (dati di luglio 2016). Nel 2018, le auto “green” norvegesi occupavano una fetta di mercato globale del 49,1%, un dato in costante crescita. Grazie a questa tendenza illuminata, il Paese è riuscito a raggiungere il proprio obiettivo, il limite di emissioni di CO2 fissato a 85g/km, ben tre anni prima del previsto!

Anche l’Olanda, da sempre una delle nazioni più ecologiste al mondo (basti pensare alla radicata cultura della bicicletta presente a quelle latitudini), ha messo in atto da anni una politica pro-auto elettrica. Gli incentivi statali e le infrastrutture ben organizzate hanno permesso al governo olandese di fissarsi alcuni obiettivi ambiziosi, in parte già raggiunti. 20mila veicoli elettrici entro il 2015, 200mila nel 2020, e un milione nel 2025. Attualmente, siamo vicini a toccare le 130mila unità.

colonnina auto elettrica

La Germania e il governo tedesco considerano la mobilità green una delle più grandi priorità del Paese. Nonostante il traguardo del milione di veicoli elettrici entro il 2020 sia stato ampiamente disatteso (il numero totale si aggira attorno alle 200mila unità), esiste uno schema di finanziamenti che, in totale, supera il miliardo di euro. Inoltre, le auto elettriche sono esentate dal pagamento della tassa di circolazione per i dieci anni successivi all’immatricolazione, e, in alcuni casi anche se ibride, hanno libero accesso alle corsie del bus di molte città.

In Regno Unito, nel 2011 è stato varato un programma di sussidi statali chiamato Plug-In Car Grant, che permette un finanziamento statale per l’acquisto di veicoli elettrici pari al 25% del prezzo dell’auto, per un massimo di 5mila sterline. A ciò si affianca la creazione dei cosiddetti “Plug-In Places”, località e regioni finanziate per creare un network “electric-friendly”, come l’Inghilterra occidentale, Manchester, Londra, le Midlands, Milton Keynes e il Nordest britannico. Inoltre, gran parte delle auto elettriche inglesi ottiene un’esenzione totale dal London Congestion Charge, la tassa obbligatoria che consente la circolazione nel centro di Londra.

automobile elettrica

E in Italia? Attualmente, i limiti a una diffusione capillare del mezzo elettrico sono tanti: gli incentivi, tra i più bassi d’Europa, i prezzi elevati di vetture e batterie, e la scarsità delle colonnine di ricarica: nel Belpaese sono 4.207 in 2.108 postazioni, ovvero una ogni 14.388 abitanti. Un dato demoralizzante se comparato alla Norvegia, dove si conta una colonnina ogni 671 persone. La strada è quindi ancora lunga, ma il tempo stringe: Norvegia e Paesi Bassi hanno rispettivamente scelto il 2025 e il 2030 come data ultima per cessare definitivamente l’utilizzo di auto a diesel e benzina, mentre nel 2030 sarà la volta della Germania: per l’Italia, la scadenza sarà nel 2040.

Saremo in tempo per costruire un mondo più pulito ed ecologico sulle nostre strade e nelle nostre città?

Marco Meneghetti