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In bici con Cento Canesio
alla North Cape 4000

Sport, North Cape, Cento Canesio, Bikepacking

Immaginate di compiere un viaggio lunghissimo, in grado di condurvi dalle Alpi all’estremità settentrionale della Norvegia, attraversando il cuore dell’Europa e visitando alcune delle capitali più affascinanti e ricche di storia che il nostro continente offre. Immaginate di farlo da soli, senza nessuna forma di supporto esterno. Non solo: immaginate che tutto questo vi succeda in sella alla vostra fedele bicicletta, equipaggiata soltanto con il minimo indispensabile. Fatto?

Dal Trentino alla Norvegia, sempre in sella

Ebbene, non si tratta di un’utopia: è la North Cape 4000, una corsa unsupported di bikepacking –ciclismo sulle lunghe, anzi lunghissime distanze, in cui i partecipanti viaggiano con un bagaglio minimale attaccato al telaio delle proprie bici- dal Trentino a Capo Nord che lo scorso agosto ha visto una manciata di temerari sfidare intemperie e imprevisti di ogni tipo.

Tra loro Cento Canesio, writer e street artist trevigiano con l’amore per le due ruote. In diciassette giorni, Cento ha solcato l’Europa, fermandosi nei check point obbligatori di Praga, Varsavia, Tallinn, Rovaniemi (la città di Babbo Natale!), per poi concludere la sua avventura ai limiti settentrionali del globo. Il tutto bivaccando dove possibile, da un pericolante container in Polonia a sale d’attesa abbandonate nei Paesi baltici, senza dimenticare le foreste della Finlandia e i fiordi norvegesi.

Una corsa nuova ma già "classica"

Nonostante si disputi soltanto da due anni, la North Cape 4000 è già un evento di massimo rispetto nel mondo del bikepacking, un ambito sempre più in espansione in grado di aggiudicarsi sempre più appassionati. Tra le corse più importanti si contano anche il Tour Divide -un percorso di quasi 5000 chilometri tra il Canada e la frontiera messicana-, la Trans Am Bike Race, che attraversa gli Stati Uniti dal Pacifico all’Atlantico, e inoltre la Transcontinental Race, dal Belgio alla Grecia, ideata e organizzata da Mike Hall, vera e propria leggenda dell’ultraciclismo, scomparso lo scorso anno durante una corsa in Australia.

Infine, in Italia vanno senz’altro citati il Carso Trail, il Tuscany Trail e il Veneto Trail, con ampie porzioni di sterrato in ognuno di essi. Peraltro, lo stesso Cento Canesio non è nuovo a questo tipo di gare: oltre a un curriculum ciclistico di tutto rispetto in Italia, lo scorso anno è stato tra i partenti della Transcontinental Race.

Un viaggio emozionante fatto di luoghi mai uguali tra loro

Il Paese meno affascinante da attraversare? Forse la Polonia, una distesa interminabile di villaggi e campi interrotta ogni tanto da qualche città, racconta Cento. La parte meridionale della Finlandia, invece, è magica. Ammetto di essermi commosso ammirando boschi e laghi incontaminati!

E gli acciacchi? A parte un’insolazione e un brutto incontro con un’ape, il mio corpo ha retto bene. Non sono nuovo a questo tipo di eventi, anche se è la prima volta che affronto un viaggio così lungo. In alcuni casi, una volta preso il ritmo, poteva anche capitare di macinare chilometri per parecchie ore di fila, dall’alba alla sera inoltrata.

L’aspetto più bello del viaggio, invece? Sicuramente conoscere e incontrare così tanti riders come me provenienti da ogni parte del mondo, una vera e propria piccola comunità in cui è impossibile sentirsi soli; ma anche l’emozione di passare da un confine all’altro attraversando molti Paesi e vedendo, in poco tempo, luoghi distanti tra loro nello spazio e nell’aspetto.

Un’avventura bellissima che, ne siamo certi, non sarà l’ultima. Complimenti Cento!

Marco Meneghetti

(ph: Cento Canesio / Matteo Dunchi)