my healthy coach

Ritorno in vetta: la storia della Virtus Roma

Sport, Virtus Roma, Basket

Sabato 20 aprile 2019 Roma è tornata nell’Olimpo del basket che conta: la Virtus Roma, storica società capitolina, si è infatti guadagnata matematicamente l’accesso in Serie A1 dopo quattro anni d’assenza. La risalita in massima serie corona una stagione e una storia da ricordare: vediamole in breve.

Le origini e i primi grandi successi
Fondata nel 1960 in una palestra a pochi metri da Piazza San Pietro, la società oggi nota come Pallacanestro Virtus Roma nasce come Virtus Aurelia in seguito alla fusione di due piccoli club romani, il San Saba e il Borgo Cavalleggeri. Militante fino al 1972 nelle serie dilettantistiche minori, nel 1972 la Virtus si fonde con la sezione del dopolavoro del Banco di Roma, accedendo alla Serie C l’anno successivo; già nel 1974 la squadra riesce a centrare la promozione in Serie B. Dopo alcuni anni altalenanti, nel 1977 arriva l’ingaggio dell’esperto allenatore Nello Paratore, già coach della Nazionale alle Olimpiadi del 1960. Ci vuole poco e giungono anche le promozioni in A2 e Serie A, rispettivamente nel 1978 e nel 1980, grazie a una squadra giovane con molti innesti provenienti direttamente dalle giovanili.
Il primo periodo di assestamento fa presto spazio alla grande consacrazione: nel 1983, complice l’elevatissimo tasso tecnico di giocatori come l’americano Larry Wright e i romani Polesello e Gilardi, la Virtus compie un’incredibile cavalcata verso i playoff, dove si libera facilmente di società blasonate come Cantù e Milano: proprio contro quest’ultima il 19 aprile 1983, davanti a 14mila spettatori, giunge il primo Scudetto di sempre. Ma la formazione romana non si ferma, e nel 1983 e nel 1984 arrivano una dopo l’altra le vittorie in Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale: Roma è sul tetto del mondo.

Dagli anni Novanta ad oggi

Nelle stagioni successive, la Virtus fatica a ingranare in Italia, ma non all’estero: grazie ai grandi acquisti effettuati sia in America che nel Vecchio Continente, i Nostri riescono ad aggiungere al già ottimo palmarés due Coppe Korac, nel 1985 e nel 1996, la seconda contro un’agguerrita Scavolini Pesaro. Problemi economici e societari portano però la società a rischiare la retrocessione nel 1994, fortunatamente non concretizzatasi. Si tratta però di anni convulsi, come dimostra la drammatica scomparsa del giocatore virtussino Davide Ancillotto, colpito da edema cerebrale nel 1997, durante un’amichevole estiva.
Con l’arrivo degli anni Duemila si torna a vincere: alla Supercoppa italiana, conquistata nel 2001, segue il ritorno in finale Scudetto sette anni dopo, con la sconfitta giunta per mano del Montepaschi Siena: un copione, quest’ultimo, destinato a ripetersi anche nel 2013. I problemi economici e la difficoltà nel garantirsi un campo di gioco costringono poco dopo all’autoretrocessione, occorsa nel 2015: ma nel 2018 ecco la buona notizia, con il ritorno sullo storico parquet del Palalottomatica e una campagna acquisti che porta nella Capitale giocatori del calibro di Daniele Sandri, Nic Moore e Henry Sims.

Virtus is back

Il resto, si può dire, è già storia: una stagione solida e condotta sempre ai primi posti in classifica rende la Virtus una delle squadre da battere in Serie A2, e la temibile potenza del suo roster, unita alla passione dei tifosi, fanno il resto. Arrivati a fine aprile 2019, basta una vittoria contro Legnano ed è fatta: Roma può tornare tra le grandi. Così accade, e l’88 a 83 ottenuto riporta i colori giallorossi tra le grandi piazze del basket italiano… in attesa della prossima stagione!

Marco Meneghetti