green inside

Tirana goes green: sostenibilità e
bioarchitettura nel cuore dei Balcani

Green City, Architecture, Urban

Per decenni letteralmente chiusa al mondo a causa della dittatura comunista del paranoico leader Enver Hoxha, negli ultimi anni l’Albania ha vissuto una vera e propria rinascita: sociale, culturale, turistica, ma anche architettonica. Sono infatti sempre di più gli audaci progetti avviati in tutto il Paese e in particolare nella capitale, Tirana.

Un esempio di questo nuovo fervore è dato dal controverso abbattimento di alcuni edifici storici. Monumenti costruiti durante l’occupazione italiana, come il Teatro Nazionale e lo stadio Qemal Stafa, sono rimpiazzati da nuove strutture futuristiche e all’avanguardia. Ma i casi da citare potrebbero essere molti: in primis il rinnovamento dell’antico Bazar di epoca ottomana, oggi Pazari i Ri (Nuovo Bazar). Un’ondata di novità sottolineata anche dal proliferare di luoghi di svago e centri commerciali in tutta la città, come il nuovissimo Toptani.

Tirana

Nel bel mezzo di queste iniziative, però, l’intero tessuto urbanistico della capitale necessitava di una nuova direzione: un piano regolatore complesso e strutturato, presentato lo scorso anno dallo studio dell’architetto milanese Stefano Boeri in collaborazione con Unlab e Ind. L’Italia torna quindi ad occuparsi della metropoli albanese a cento anni dal piano realizzato dal fiorentino Gherardo Bosio, i cui edifici –dall’Università ai ministeri- si possono ancora ammirare un po’ ovunque.

L’ambiziosa visione, chiamata “Tirana 2030”, prevede la riconquista del paesaggio “dall’interno”, ridisegnando l’area metropolitana secondo i princìpi dell’architettura “green”. Un ripensamento della dimensione cittadina da attuarsi da qui al 2030, come suggerisce il nome stesso.

rinascita

Alla base dell’operazione vi è la volontà di ampliare le aree verdi al punto da triplicarle per dimensioni e quantità, senza sottrarre nuovi terreni agricoli o naturali al loro habitat d’origine. Tirana sarà racchiusa da un bosco con 2 milioni di nuovi alberi, mentre tutti i collegamenti interni ed esterni alla città saranno rivisti in chiave ecosostenibile. Oltre alla nascita di una capillare rete di piste ciclabili, verranno potenziati il car sharing e il trasporto con i mezzi pubblici, quest’ultimo anche attraverso la nascita di nuove corsie dedicate agli autobus.

Oltre a tutto ciò, gli assi fondamentali della città saranno puntellati da alberi e parchi, per poi culminare in un’ampia riserva naturalistica a sud del centro urbano. Un ideale polmone verde per grandi e piccini che ha le sue origini nel Parku i Madh i Tiranës, area di 289 ettari in riva a un lago artificiale.
Un piano che punta a far diventare Tirana una “Smart City” a tutti gli effetti, e -perché no?- un esempio per l’intera area balcanica.

Sostenibilità architettura

Marco Meneghetti