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Vita nei boschi:
la storia di Henry David Thoreau

Green, Nature, Letteratura

Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto.

Con queste celebri parole Henry David Thoreau descriveva la sua esperienza presso il lago Walden, nel Massachussetts. Qui, in una piccola capanna di legno, trascorse due anni, due mesi e due giorni a stretto contatto con la natura. Per molti contemporanei un semplice eccentrico, Thoreau è oggi considerato uno dei più grandi scrittori statunitensi dell’Ottocento.
Ma chi era veramente?

Nato nel 1817 a Concord in una famiglia dalle modeste origini, Henry frequentò l’università di Harvard. Secondo una leggenda, non ottenne mai una laurea, per protesta verso la regola del tempo che prevedeva un prezzo di cinque dollari da pagare per ottenerla. L’attitudine ribelle e il forte senso della giustizia non lo abbandonarono mai. Per esempio, lasciò il lavoro di maestro in una scuola locale per aprirne una propria assieme al fratello John. La tragica morte di quest’ultimo costrinse però Henry ad abbandonare il progetto, decisamente progressista per i tempi. Le punizioni corporali erano infatti vietate, e il programma prevedeva lunghe passeggiate nella natura e visite alle botteghe locali.

Fu in questo periodo che Thoreau conobbe Ralph Waldo Emerson: il filosofo, padre del Trascendentalismo, era destinato ad avere una duratura influenza sul giovane. Fu Emerson a spingerlo a raccogliere i propri pensieri sotto forma di scritti, e a dargli la possibilità di pubblicarli. Per alcuni anni Henry fu inoltre il maestro privato dei figli del suo mentore. A questo punto, la sua irrequietezza era però diventata sempre meno sopportabile. Per questo, nel luglio del 1845 il giovane scelse di stabilirsi in una piccola capanna da lui edificata nei boschi del Massachussetts, dove visse in completa solitudine e autonomia.

L’”esperimento sociale” di Walden fu brevemente interrotto da un episodio molto importante, l’incarcerazione di Thoreau. Un’esperienza destinata a segnarlo, anche se durata una notte soltanto, e motivata dal suo rifiuto di pagare le tasse. Una scelta, questa, che lo scrittore imputava alla sua opposizione alla schiavitù e alla contemporanea guerra con il Messico, e che lo condusse a scrivere una delle sue opere più famose: La Disobbedienza Civile. Una volta conclusasi la vita nella foresta, Henry si mise inoltre all’opera sul resoconto della sua avventura: Walden, ovvero Vita nei Boschi uscì nel 1854 dopo innumerevoli revisioni.

In parte racconto autobiografico e in parte testo filosofico, il volume venne visto all’inizio con scetticismo dal pubblico. La sua struttura e i suoi continui inviti a riscoprire la natura come luogo di bellezza, purezza e armonia da usare come modello nella vita civilizzata sembravano troppo stravaganti alla gente dell’epoca. Non ci volle però molto perché Walden divenisse un vero e proprio classico della letteratura americana, titolo con il quale è riconosciuto ancor oggi.

Molte delle opere successive, in gran parte postume, continuarono ad esplorare i temi cari al grande scrittore, come il saggio Camminare e la raccolta Escursioni. Due lavori, questi, nei quali venne a galla anche il suo grande amore per la botanica, passione scoperta verso la fine della sua esistenza.

Thoreau morì di tubercolosi nel 1862, a soli 44 anni. La sua vita e i suoi scritti restano però ancora oggi importantissimi per chiunque voglia avvicinarsi a un modo unico di vivere e percepire la natura.

Concludiamo questa breve biografia citando un altro passo significativo dell’autore statunitense, capace di riassumere al meglio il suo pensiero:

Ai nostri giorni quasi ogni cosiddetto miglioramento a cui l’uomo possa por mano, come la costruzione di case e l’abbattimento di foreste e alberi secolari, perverte in modo irrimediabile il paesaggio e lo rende sempre più addomesticato e banale.

Marco Meneghetti