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“Rambo”: la storia di Alessandro Rambaldini,
campione della corsa in montagna

Sport, Corsa in montagna, Benessere

Due ori mondiali, innumerevoli soddisfazioni nelle maggiori gare nazionali e internazionali e soprattutto, tanto divertimento: basta questo a riassumere l’impressionante carriera di Alessandro Rambaldini, atleta proveniente dalle nostre montagne che ancora oggi ci regala indescrivibili emozioni sui tracciati podistici di mezzo mondo. Pronti a conoscerlo meglio? Via!

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Dalle montagne di casa alle grandi classiche della corsa in montagna
Classe 1980, originario di Lavenone (BS), Alessandro Rambaldini inizia a farsi notare in un mondo che poco ha a che vedere con le sue valli e con la corsa in salita, ambito che presto lo avrebbe portato alla ribalta mondiale: quello della maratona su strada, dove peraltro riesce a ottenere importanti piazzamenti in maratone leggendarie come quelle di New York e Roma. Poco tempo dopo iniziano ad arrivare importanti riconoscimenti anche nelle corse più “verticali”, in particolare sulle montagne di casa, come la Bagolino Alpin Run, la Tre Campanili e la Blumon Marathon, oltre ai primi titoli italiani e alla tanto attesa convocazione ai mondiali del 2015, sia sulla formula corta che in quella “long distance”. Quest’ultima si rivela fin da subito il terreno prediletto di Alessandro, in grado di sfruttarvi al meglio le sue due grandi abilità: la rimonta e la forza nei tratti conclusivi in discesa.

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I due trionfi mondiali di “Rambo”
E arriviamo così al 2016, anno dei tanto attesi Mondiali a Podbrdo, in Slovenia: su un massacrante tracciato di 42 chilometri, circondato da picchi aguzzi e viste mozzafiato, Rambaldini si esprime al meglio con una gara sempre al cardiopalma, fino alla grande volata finale che gli consente di chiudere al primo posto davanti all’altro azzurro Marco De Gasperi (vera e propria leggenda vivente di questo sport).
Due anni dopo, ecco il bis: nella cittadina polacca di Karpacz, il nostro Alessandro mette ancora una volta in luce la sua incredibile abilità nelle rimonte, lasciando di stucco gli avversari nel bel mezzo del secondo giro. Una vittoria resa ancora più bella dalla tecnicità del percorso, parzialmente in pavé, e dal grande valore degli avversari in gioco, il ceco Robert Krupicka e l’americano Joe Gray su tutti, in seguito classificatisi rispettivamente secondo e terzo.

Ai Mondiali successivi, quelli tenutisi in Argentina lo scorso anno, “Rambo” non riesce a ripetersi: il suo ventiquattresimo posto aiuta però l’Italia a vincere il bronzo nella classifica a squadre. Un ennesimo riconoscimento a una carriera vissuta (e corsa) sempre ad altissimo livello!

Marco Meneghetti