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Yarn Bombing:
l’arte di colorare a maglia la città

Benessere, Città

Al giorno d’oggi l’arte di strada si trova ovunque nelle nostre città: dai graffiti alle sculture, sino alle esibizioni estemporanee di giocolieri e musicisti. Esiste però un altro modo di decorare le vie, i parchi e gli edifici che ci circondano: si tratta dello Yarn Bombing, un modo speciale di rendere colorate le metropoli nelle quali gran parte di noi trascorre la propria vita!

Graffiti a maglia

Ma che cos’è lo Yarn Bombing? Semplice: si tratta di una serie di tessuti o stoffe lavorati a maglia, realizzati in modo da rivestire o avvolgere oggetti presenti nel paesaggio urbano come ponti, passerelle, pali della luce, statue o panchine, e talvolta persino alberi. Di fatto, si tratta di una versione più “green” e meno invasiva del graffitismo, specialità dalla quale è stato preso in prestito il termine “bombing”, ovvero l’atto di ricoprire numerose superfici con brevi firme o disegni ripetitivi.
Le origini di questa speciale forma d’arte sembrano trovarsi in Texas, dove sul finire degli anni Novanta un gruppo di appassionate decise di “riciclare” gli scarti dei propri lavori a maglia utilizzandoli come vere e proprie opere “calde” e viventi. Non a caso, il più importante gruppo di yarn bombers proviene proprio da Houston: si tratta delle Knitta Please capeggiate dall’eclettica Magda Sayeg, i cui lavori sono apparsi in luoghi diversissimi tra loro come New York, Londra, Tokyo, Parigi e persino la Grande Muraglia cinese!

Un’espansione continua

Le Knitta Please non sono però il solo gruppo il cui obiettivo è quello di rendere più allegre e colorate le nostre città. Le Craft Club Yarnbombers sono infatti conosciute per essere riuscite a realizzare all’interno di un orfanotrofio il più alto numero di sculture a maglia del mondo: ben 13.388, un Guinness dei Primati! Ma la lista non si ferma certo qui, e include le londinesi Knit The City, i cui lavori raccontano vere e proprie “storie”, e la polacca Olek, che nel 2015 ha ricoperto di stoffa un rifugio per donne in difficoltà di Delhi per sensibilizzare l’opinione pubblica in merito alle spesso complicata situazione femminile in India. E in Italia? Anche da noi non mancano i seguaci di questa disciplina, come dimostra lo Yarn Bombing Day tenutosi nell’agosto 2019 a Trivento in Molise, durante il quale ben 130 artiste hanno dato vita a 70 incredibili opere… di lana.
Come abbiamo appena visto, l’arte del graffito a maglia è quindi tutt’altro che sconosciuta: scommettiamo che anche voi, prima o poi, vi siete imbattuti in qualche lampione o portabici insolitamente colorato, domandandovi magari il perché della sua presenza. In effetti, basta solo qualche gomitolo di lana per rendere la città un luogo diverso… in meglio

Marco Meneghetti